Italia, i problemi della nazionale nascono nel lontano 2006. Dal post-calciopoli il costante declino del calcio italiano

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


In questo momento più che mai è necessario stringersi attorno alla nazionale italiana che tra poco più di 4 ore scenderà in campo per affrontare la Svezia. E’ necessario tanto cuore per riuscire a ribaltare lo 0-1 dell’andata e la spinta dei 72.000 spettatori presenti a San Siro sarà fondamentale. Un passaggio del turno darebbe un impulso positivo a tutto il calcio italiano, perché un mondiale senza gli azzurri non dovrebbe esistere, questo dice la storia. Ma in caso contrario, ovvero se dovesse qualificarsi la Svezia potrebbero esserci degli avvicendamenti notevoli, che potrebbero riguardare la panchina dell’Italia, con Ventura sicuramente esonerato, ma anche la presidenza della federazione, con Tavecchio che potrebbe dimettersi. 

Tuttavia nel caso in cui l‘Italia dovesse passare il turno, non ci sarebbe da esultare troppo dato che per una nazionale che è arrivata quattro volte sul tetto del mondo ci si deve aspettare questo e altro, e battere la Svezia per gli azzurri avrebbe dovuto essere alla portata, con tutto il rispetto per gli scandinavi che meritatamente ora sono in vantaggio di una rete. La crisi del calcio italiano deriva da lontano, ovvero da quell’estate del 2006 quando è scoppiato lo scandalo Calciopoli che è costato un costante declino dell’Italia calcistica, iniziato con l’ultimo sussulto d’orgoglio regalato dagli azzurri campioni del mondo a Berlino. Dopodiché si ha assistito impotenti ad una discesa dal punto di vista qualitativo del calcio italiano, eccezion fatta per le vittorie sporadiche di Milan ed Inter nelle Champions League del 2007 e del 2010, ed infatti nei mondiali del 2010 e del 2014 l’Italia si è qualificata alla fase a gironi, però in entrambi i casi ha chiuso ultima dietro a squadre che erano oggettivamente alla portata, come ad esempio Nuova Zelanda, Costa Rica e Paraguay.

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Inoltre la nazionale italiana ha sempre dovuto fare i conti con lo scarso coraggio di inserire figure nuove e promettenti sia a livello societario che a livello di campo, come da tempo si sta effettuando in Germania: infatti in Bundesliga vengono “lanciati” giocatori e tecnici giovani giusto per essere testati già a grandi livelli, così che possano un giorno avere a che fare con contesti più importanti e rilevanti, come quelli della nazionale, ovviamente affiancati da profili più esperti che possano essere loro d’aiuto, e fornire loro preziose indicazioni su come gestire la pressione.
Questa è la chiave per un successo italiano futuro, bisognerebbe avere il coraggio di voler cambiare e di voler rinnovare, inserendo delle nuove promesse, che possano raccogliere l’eredità di chi prima di loro ha contribuito a rendere orgogliosi gli italiani. Esistono tanti prospetti interessanti che potrebbero fare la fortuna dell’Italia futura, che sicuramente un domani potranno essere protagonisti, ovviamente se opportunamente affiancati da chi sa come gestirli, costruendo un’alchimia tale da renderli parte di una famiglia, cosa che in queste qualificazioni mondiali non si è vista.

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