Italia, perchè non virare su un commissario tecnico federale?

Pubblicato il autore: Lorenzo Solombrino Segui


Sono passate ormai due settimane dalla disfatta azzurra di San Siro. La nostra nazionale, alla fine della pessima gestione del Ct Ventura è riuscita nell’impresa storica di non qualificarsi per la prima volta dopo sessant’anni ai mondiali, venendo eliminata agli spareggi dalla Svezia.
Come sempre, dopo una debacle di questa portata si sente il bisogno di rivoluzionare da cima a fondo tutto il sistema. Due teste sono già state fatte (a fatica) cadere. Il commissario tecnico, esonerato da Tavecchio e successivamente proprio quest ultimo, che dopo un tentennamento e qualche tragicomica sceneggiata ha deciso di dimettersi.
Per molti, però, il maggior responsabile di questo fallimento è il tecnico ligure che non è stato in grado di dare un’identità di gioco alla squadra e che si è messo contro tutto lo spogliatoio. Errori profondi anche nelle scelte e nella gestione dei giocatori. Uno su tutti, l’incredibile scelta di non impiegare Lorenzo Insigne. Si sta dibattendo molto su quale possa essere il giusto profilo per ricostruire una selezione a pezzi e orfana di pezzi da novanta come Buffon, De Rossi e Barzagli.
Una soluzione credibile potrebbe essere quella di affidarsi ad un commissario tecnico federale. La storia della nostra nazionale ha visto da sempre la presenza di un tecnico proveniente dalla federazione con il compito di costruire e modellare gruppi uniti ed affiatati.
L’esempio più eclatante ovviamente è quello di Enzo Bearzot, cresciuto come allenatore del settore giovanile azzurro, che ha portato la Nazionale ad un quarto e ad un primo posto mondiale. Il suo merito soprattutto fu quello di aver creato un gruppo coeso che mischiava anziani senatori come Zoff e Scirea a giovani rampanti come Cabrini e Antognoni. Il commissario tecnico friulano, approdato nel 1975 alla guida della selezione azzurra ha scelto minuziosamente uomo per uomo, puntando sullo storico blocco degli juventini. Dopo l’esaltante spedizione argentina, il frutto di sette anni di lavoro che ha Nazionale al trionfo dopo quasi trent’anni si è visto in terra iberica. Fu la vittoria del gruppo, quello che ultimamente non è parso così solido ed unito.
Il suo successore, il romagnolo Azeglio Vicini, anch’egli cresciuto come selezionatore delle giovanili azzurre rappresenta un altro felice esempio di guida tecnica federale. La sfortuna e un super Goycochea non gli hanno permesso si vincere il mondiale in casa, fin lì dominato. Il Ct, infatti, aveva creato una buona amalgama, azzeccando tutte le scelte, a differenza di qualche suo nefasto successore, vedesi la convocazione in extremis del tarantolato Schillaci di Italia’90. Potremmo concludere con la breve ma importante esperienza di Dino Zoff, che ha portato gli azzurri alla finale di Euro 2000. Anche in quell’occasione il friulano compì scelte felici come quella di far esordire un giovane e vivace Francesco Totti, che lo ricompensò col famoso cucchiaio in semifinale con l’Olanda. Il campione del mondo ebbe anche il coraggio di dimettersi successivamente a delle critiche ingenerose che gli mosse Silvio Berlusconi. Valori, che non hanno interessato minimamente Giampiero Ventura, che si è mostrato assai attaccato alla preziosa buonuscita.
La scelta di un commissario tecnico federale, infatti, porterebbe anche un netto cambiamento nella mentalità di colui che avrà il compito di ricostruire la nostra Nazionale. Come quello di non emulare Antonio Conte, che dopo un Europeo al di sopra delle aspettative è approdato in Inghilterra sponda Chelsea, dando l’impressione di aver usato la panchina azzurra come vetrina per mete più prestigiose.
Opzione che non sarebbe nemmeno così inconsueta, dato che le maggiori nazionali europee hanno già da tempo adottato questo tipo di soluzione. La Germania, dopo la cocente sconfitta del 2006 ha deciso di promuovere Joachim Low, assistente del Ct Klinsmann. Per ora i risultati gli stanno dando ragione, dato che, al di là del Mondiale vinto in Brasile, la nazionale teutonica appare la più completa e la meglio assortita del panorama europeo. Merito proprio di un lavoro minuzioso e analitico del giovane tecnico. Stessa situazione per Inghilterra e Spagna, che vedono rispettivamente i giovani Gareth Southgate e Julen Lopetegui. Questi ultimi hanno meriti diversi. Il commissario tecnico d’oltremanica sta assemblando una selezione piena zeppa di nuove promesse e che finalmente pare avere una sua quadratura. Mentre il collega iberico sta portando a compimento nel migliore dei modi la rinascita delle “Furie Rosse” dopo la fine del ciclo storico.
Quindi, il nostro auspicio è quello di poter vedere un profilo come Gigi Di Biagio, attuale guida dell’Under 21 o Alberigo Evani, reduce da un ottimo Mondiale Under 20. Ovviamente, il tutto non potrà mai essere messo in pratica, se non accompagnato da un progetto serio e lungimirante, che punti a riportare il calcio italiano tra l’èlite del calcio mondiale.

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