Italia-Svezia, azzurri ancora padroni del loro destino contro la “bestia nera” scandinava

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

Mancano meno di 12 ore alla sfida più importante di queste qualificazioni mondiali verso Russia 2018. Satsera sapremo se l’Italia si qualificherà o meno alla rassegna mondiale della prossima estate. Non sarà certo facile superare l’ostica Svezia e ribaltare lo 0-1 di Stoccolma anche alla luce di un gioco di squadra che stenta a decollare e nel quale gli uomini che dovrebbero fare la differenza, coadiuvati da un allenatore che è ancora alla ricerca della quadra, non riescono ad essere decisivi. L

I nervi sono tesi e si parla anche di alcuni screzi all’interno dello spogliatoio italiano tra i membri della vecchia guardi, con alcuni giocatori più giovani ed anche con lo stesso Ventura, che rischia l’esonero anche in caso di mancata qualificazione. Nel caso in cui l’Italia venisse eliminata, Ventura sarebbe il primo a pagare, anche alla luce di una clausola inserita nel contratto nel momento della stipula del rinnovo. Successivamente potrebbero esserci dei risvolti anche a livello federale con il presidente Tavecchio che potrebbe dimettersi, creando così un effetto domino all’interno del movimento del calcio italiano. Ciò potrebbe portare anche a dei benefici con una possibilità di un rinnovamento sospirato che potrebbe anche concretizzarsi in tempi meno lunghi del previsto

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C’è poi una strana particolarità che potrebbe non far piacere ai tifosi azzurri. Nell’unica mancata partecipazione dell’Italia ai mondiali nel 1958 (escludendo il 1930, quando la nazionale non si presentò volontariamente), la rassegna si è disputata proprio in… Svezia. La nazionale scandinava da questo punto di vista si potrebbe definire come una sorta di “bestia nera” considerando anche il precedente del 2004, quando la Svezia e la Danimarca hanno dato vita al presunto “biscotto” pareggiando 2-2 e di fatto estromettendo l’Italia dall’Europeo di quell’anno. Il precedente positivo più recente riguarda la formazione allora allenata da Antonio Conte nel 2016 quando la Svezia è stata sconfitta 1-0 con un gol di Eder che ha consentito agli azzurri di accedere agli ottavi di finale dell’Europeo.

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Insomma, cabala a parte, conta solo rimanere tutti uniti e come ha detto capitan Buffon in conferenza si spera che i 72.000 spettatori presenti stasera a San Siro diano una mano sostenendo la nazionale senza criticare al primo sbaglio commesso, in memoria anche di tanti giocatori del passato che hanno vestito la maglia azzurra, come i grandissimi eroi del 1982 e del 2006, che sono riusciti a portare l’Italia sul tetto del mondo, bissando i successi del 1934 e 1938. Un mondiale senza gli azzurri non deve esistere.

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