Italia-Svezia epilogo di una sciagura annunciata: impietoso il confronto con la Germania nell’ultimo decennio

Pubblicato il autore: Fabrizio Benigno Segui


Si è conclusa con Italia-Svezia, nella triste serata di San Siro, l’epopea degli ultimi eroi di Berlino 2006: Buffon, Barzagli e De Rossi sono infatti giunti al canto del cigno. Lacrime, le loro, largamente preventivate. I campanelli d’allarme erano scattati più volte negli ultimi undici anni.

La nostra nazionale, infatti, ha avuto un andamento altalenante sin dalla conquista del titolo iridato del 2006. Da li in poi poche soddisfazioni e qualche pia illusione:
Europeo 2008: eliminazione agli ottavi per mano della Spagna che poi andrà a conseguire il titolo, C.T. R. Donadoni;
Mondiali 2010: eliminazione ai gironi a favore di Paraguay e Slovacchia, C.T. M. Lippi;
Europei 2012: secondo posto (Spagna – Italia 4 – 0), C. T. C. Prandelli;
Mondiali 2014: eliminazione ai gironi, passano Costa Rica e Uruguay, C.T. C. Prandelli;
– Europei 2016: eliminazione ai quarti di finale (Germania – Italia 6 – 5 d.c.r.) C.T. A. Conte;
Mondiali 2018: non qualificati C.T. G. Ventura.

Andiamo ancora più nel dettaglio a sviscerare i dati statistici relativi alle diverse gestioni che si sono succedute nel periodo (07/2006 – 11/2017):
– Gestione Donadoni: Partite Giocate 23 (13 V, 5 P, 5 S), 56,52% Vittorie, 21,73% Pareggi, 21,73% Sconfitte (Gol fatti 35, Gol subiti 22) 1,52 gol segnati, 0,95 gol subiti a partita;
– Gestione Lippi bis: Partite Giocate 27 (11 V, 11 P, 5 S), 40,74% Vittorie, 40,74% Pareggi, 18,51% Sconfitte (Gol fatti 38, Gol subiti 28) 1,40 gol segnati, 1,037 gol subiti a partita;
– Gestione Prandelli: Partite Giocate 56 (23 V, 20 P, 13 S), 41,07% Vittorie, 35,71% Pareggi, 23,21% Sconfitte (Gol fatti 79, Gol subiti 58) 1,41 gol segnati, 1,035 gol subiti a partita;
– Gestione Conte: Partite Giocate 25 (14 V, 7 P, 4 S), 56,00% Vittorie, 28,00% Pareggi, 16,00% Sconfitte (Gol fatti 34, Gol subiti 21) 1,36 gol segnati, 0,84 gol subiti a partita;
– Gestione Ventura: Partite Giocate 16 (9 V, 4 P, 3 S), 56,25% Vittorie, 25,00% Pareggi, 18,75% Sconfitte (Gol fatti 27, Gol subiti 13) 1,68 gol segnati, 0,81 gol subiti a partita
Dati aggregati di periodo Italia:
Partite Giocate 147 (70 V, 47 P, 30 S), 47,61% Vittorie, 31,97% Pareggi 20,40% Sconfitte (Gol fatti 213, Gol subiti 142) 1,44 gol segnati, 0,96 gol subiti a partita

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Ecco un confronto sullo stesso periodo con la nazione competitor per eccellenza dell’Italia, la Germania:
– Europeo 2008: secondo posto (Germania – Spagna 0 – 1), C.T. J. Low;
– Mondiali 2010: terzo posto (Germania – Uruguay 3 – 2), C.T. J. Low;
– Europeo 2012: semifinali (Germania – Italia 1 – 2), C.T. J. Low;
– Mondiali 2014: campioni (Germania – Argentina 1 – 0 d.t.s.) C.T. J. Low
Gestione Low: Partite Giocate 157 (106 V, 28 P, 23 S), 67,51% Vittorie, 17,83% Pareggi, 14,64% Sconfitte (Gol fatti 385, Gol subiti 144) 2,45 gol segnati, 0,91 gol subiti a partita .

A fronte quindi dell’avvicendarsi di ben cinque gestioni differenti nella panchina azzurra, con zero titoli, nello stesso periodo i teutonici si sono riorganizzati per mano di un unico allenatore (vice di Klinsmann nella disfatta di Dortmund 2006) ottenendo un titolo mondiale, una Confederetion Cup e altri due podi, con delle medie realizzative da capogiro e una percentuale di vittorie quasi bulgara.
Insomma i sintomi di uno stato di salute non proprio ottimale c’erano tutti, se raffrontati alle performance della nostra rivale storica.

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Non ci resta che operare un’ennesima rivoluzione e fare questa volta un repulisti molto più netto rispetto al passato, epurando i vertici federali e governativi del nostro calcio (via i vari Malagò, Lo Tito, Tavecchio) scegliendo personalità più fresche e meno legate a certi giochi di potere che hanno incancrenito il nostro calcio (si fanno i nomi di Albertini, R. Baggio, Maldini) per cercare di strutturare il nostro sistema calcistico sulle orme del sistema tedesco con le squadre b delle compagini di serie A, posizionandole nell’attuale serie C, in modo da creare un cuscinetto tra le squadre giovanili e le prime squadre, consentendo un ingresso graduale nel mondo professionistico alle future promesse.

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