Italia, Tavecchio verso la conferma in FIGC. Ancelotti il prescelto come CT

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


Sembra che il presidente federale Carlo Tavecchio sia vicino alla riconferma sulla poltrona della Federazione Italiana Giuoco Calcio. A riportarlo è Sky Sport che conferma inoltre come ci sia stato nelle ultime ore un ulteriore avvicinamento di Carlo Ancelotti, pronto a rispondere sì alla possibilità di divenire il nuovo ct della Nazionale italiana. Ormai certo l’esonero di Gian Piero Ventura, che non sarà presente in riunione per discutere del futuro dell’Italia, Tavecchio si trova fin dalle prime ore della mattinata in sede FIGC, pronto a giocarsi la carta Ancelotti nel caso in cui venisse riconfermato, e nelle ultime ore sta divenendo sempre più di un’idea. Il nome di Paolo Maldini resta un’ipotesi allettante, il quale potrebbe entrare a far parte della lega, però resta da capire che ruolo ricoprirà l’ex milanista, che si è sempre dichiarato fedele ai colori rossoneri ed a una possibilità di entrare a far parte dello staff della nazionale.

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Il ministro dello sport Lotti nella giornata di ieri aveva affermato che tutta l’Italia era stata sconfitta ed aggiunge che “bisogna sfruttare questa situazione negativa per rifondare tutto il movimento”. Ciò che è incomprensibile è il fatto per cui ci si rammenta di voler cambiare tutto ma alla fine gli uomini che hanno contribuito alla discesa dell’Italia siano ancora in sella ed a capo della Federazione. Se si vuole cambiare, o almeno se si ha l’intenzione di apportare modifiche è quantomeno inspiegabile il motivo per cui Tavecchio rimarrà presidente della FIGC, quando si ha l’occasione di voltare pagina definitivamente. Perfino il presidente del CONI Malagò ieri aveva affermato di come fosse necessario un cambiamento ai vertici federali per poter finalmente dare una svolta definitiva da quel famigerato 2006 che non ha portato altro che danni all’interno del sistema calcistico italiano.

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Insomma avere un presidente che commette certi scivoloni utilizzando un linguaggio inappropriato proprio per la carica istituzionale che riveste è riduttivo sostenere che si tratta di un personaggio che lascia delle perplessità. Inoltre le sue frasi razziste, sessiste e xenofobe che nulla hanno a che fare con il calcio o con la sportività non sono un bel biglietto da visita per coloro i quali osservano il movimento italiano dall’estero, che in questo momento non è un vero spot, ma un’amara imitazione di ciò che dovrebbe essere. Ci troviamo nell’anno 0 ed ora serve una scossa ed un cambiamento epocale per poter risalire.

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