Juve, ricordi Del Piero? Ritratto di uno dei calciatori italiani più forti di sempre

Pubblicato il autore: Gabriele Monforte Segui


Alex Del Piero
da Conegliano, o se preferite “Pinturicchio”.
Amava definirlo così l’avvocato Gianni Agnelli per l’eleganza del suo stile di gioco.
Mai banale, sin dall’esordio in maglia bianconera al “Delle Alpi” contro la Reggiana nel settembre 1994, subito addolcito dalla prima realizzazione in Serie A.
Fu la prima di 346 gemme che lo hanno consacrato come il secondo marcatore più prolifico della storia del calcio italiano alle spalle di Silvio Piola.

Tantissimi i record collezionati da Del Piero con la Juve: giocatore con più presenze (705) e miglior marcatore della storia della Juve (290); 8 scudetti, 4 supercoppe italiane e 1 coppa Italia in ambito nazionale; 1 Champions League, Supercoppa Europea, Coppa Intercontinentale e Coppa Intertoto in campo internazionale.
Tuttavia Alex non era solo numeri, ma incarnava il calcio in tutta la sua essenza.
Leggiadro nei movimenti, fu pioniere dei suoi tempi, tanto da inventarsi un particolare tipo di Gol, subito ribattezzato dalla critica “alla Del Piero”, per la peculiarità del suo calcio e per l’effetto che riusciva ad imprimere al pallone, sovente scagliato a giro nel sette delle porte avversarie tra il 1995 ed il 1998.
Una favola per Del Piero la prima parte di carriera, impreziosita dalla Champions e dalla Coppa Intercontinentale, conquistate da protagonista nel 1996; ma le insidie nella vita di un uomo sono sempre dietro l’angolo.
E fu così che l’8 novembre ’98 (vigilia del 24° compleanno), la carriera di Alex rischiò di compromettersi per sempre: rottura del legamento crociato anteriore e posteriore consumato al “Friuli” di Udine, che lo costrinse allo stop per 9 mesi.

La ripresa fu difficile per Alex.
Il primo gol su azione in campionato arrivò soltanto un anno e mezzo dopo, nel maggio 2000 alla penultima giornata contro il Parma.Quella realizzazione avrebbe potuto rappresentare il sigillo del 26° tricolore bianconero, ma il destino beffardo, travestitosi da pantano a Perugia, impedì a Del Piero anche questa gioia.
Le delusioni non finirono qui per Alex, vistosi scippare in extremis dalla Francia l’Europeo del 2000 e costretto a perdere il padre, tanto amato, pochi mesi più tardi.
Accadimenti della vita che avrebbero potuto stroncare chiunque, ma non lui.
Il ritorno in panchina di Marcello Lippi nel 2001 lo rinfrancò.
Arrivarono subito due scudetti consecutivi (2002 e 2003) e 37 reti complessive in due campionati.
Nonostante ciò, nuove insidie attesero al varco il fuoriclasse bianconero.
Dopo la sconfitta in Champions rimediata nella finale di Manchester contro il Milan e gli anni altalenanti con Capello, arrivò, nel 2006, l’amara retrocessione in Serie B con la Juventus, in seguito allo scoccare del famoso scandalo denominato “Calciopoli”.
Unica grande soddisfazione di quegli anni fu la vittoria del Mondiale in Germania, con cui riscattò definitivamente la debacle europea di 6 anni prima.

La stagione post “Calciopoli“, delicatissima per la Juventus in cadetteria, fu giocata con grande impegno da Del Piero, che aiutò la propria squadra nel momento più delicato della sua storia a centrare l’immediata promozione in Serie A.
Gli anni seguenti, nonostante non dei migliori per “madama”, fecero registrare punte d’orgoglio per Alex, laureatosi capocannoniere della massima serie nel 2008 e applaudito e celebrato dopo una doppietta al “Bernabeu” contro il Real Madrid, nel novembre dello stesso anno.
La stagione del commiato per Del Piero in maglia bianconera fu quella 2011/2012.
Il palmares di Alex e della Juventus, ufficialmente fermo al 2003, come in tutte le favole che si rispettino, andava aggiornato con un ultimo titolo prima dell’addio.
Fu così che nella sua ultima pagina di storia bianconera, “Pinturicchio” fece segnare l’ennesimo squillo d’autore, contribuendo con un gol decisivo alla Lazio, a respingere l’assalto del Milan e a regalare alla propria squadra l’ultimo insperato trofeo della sua carriera.
Fu il degno saluto da atleta vincente.
Il resto lo fece lo Juventus Stadium stracolmo, il 13 maggio 2012, in piedi a ringraziare il capitano per essersi preso cura fino alla fine della sua signora.
Chapeau Alex, Chapeau.

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