La Sampdoria strapazza la Juventus a Marassi. Ennesima fragorosa caduta della squadra di Allegri

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

La Juventus cade ancora.  Seconda sconfitta in campionato per la banda di Allegri e molto più di un campanello di allarme inizia a suonare a Torino. I problemi sembrano essere molteplici e a differenza degli scorsi anni (in cui la Juventus dopo una batosta era in grado di rispondere e focalizzarsi sull’obbiettivo) continuano a ripetersi ciclicamente con cadenza quasi mensile.

3 sconfitte in questa stagione per la Juventus contro Barcellona, Lazio e oggi Sampdoria. Già dopo Barcellona la Juventus avrebbe dovuto invertire la rotta e cominciare a “fare sul serio”, ma poi è arrivata la sconfitta casalinga contro  la Lazio. Le dichiarazioni successive da parte dell’ambiente bianconero facevano presagire ad una nuova Sassuolo come due anni fa; un punto di partenza per una cavalcata trionfale che avrebbe portato allo scudetto e chissà a cos’altro. E invece ancora una sconfitta. Meritata e netta contro una Sampdoria davvero in versione grande squadra.

Quello che appare subito evidente è l’atteggiamento sbagliato dei giocatori della Juventus. Alla prima difficoltà la squadra si scioglie; scompare dal campo e lascia spazio agli avversari senza opporre resistenza. Prima del goal di Zapata la Juventus dava l’impressione di gestire la gara a proprio piacimento. Aveva avuto almeno due grandi occasioni per passare in vantaggio senza concedere praticamente nulla. Negli anni scorsi dopo aver subito un goal del genere la Juventus si sarebbe riorganizzata e avrebbe aspettato con pazienza il momento giusto per colpire, pareggiare e provare a vincere. Invece oggi, come già accaduto durante questa stagione, la banda di Allegri è uscita dal campo ed è rimasta a farsi prendere a pallate dalla Sampdoria.
Non facciamoci ingannare dal risultato finale; la differenza tra le due squadre era molto maggiore di un solo goal di scarto.

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Ma come mai la Juventus continua a ricadere negli stessi identici errori senza riuscire a risolverli?
Probabilmente Allegri non ha ancora trovato l’idea giusta per fare rendere al meglio il più che positivo mercato bianconero. Non a caso, nonostante siano passati 4 mesi dall’inizio della stagione, continua a riproporre la stessa formazione dello scorso anno. Il problema è che i giocatori hanno un anno in più e molte meno motivazioni rispetto alla scorsa stagione, senza dimenticare le partenze di Dani Alves e Bonucci che comunque garantivano personalità in mezzo al campo.
Dall’inizio di questa stagione Mandzukic sembra non poter reggere il suo ruolo da esterno di attacco e Khedira cammina per il campo senza riuscire ad incidere ne in fase offensiva (unica eccezione Udine) ne in fase difensiva.
Quest’anno il miglior momento della Juventus è coinciso proprio con l’infortunio di Khedira e l’ascesa di Matuidi che per caratteristiche si associa meglio a Pjanic che non è propriamente un Gattuso ed è molto più portato ad offendere che a difendere.
E allora perché non provare a cambiare definitivamente modulo e affidarsi ad un 4-3-3 che garantisce maggiore dinamicità in mezzo al campo? Perché non provare Matuidi con Pjanic e Khedira a centrocampo e Cuadraro/Douglas Costa con Dybala dietro ad Higuain?

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Oltre alla variabile tattica restano i profondi problemi di personalità di questa squadra. E la personalità non la si compra, o c’è o non c’è. Si può provare a costruirla attraverso le buone prestazioni e le vittorie facendo crescere l’autostima di qualche giocatore chiave. Ma purtroppo fino ad ora non si sono viste buone prestazioni o quantomeno nessuna contro squadre di alto livello. Perché la cosa che più dovrebbe preoccupare i tifosi bianconeri è che quando la Juventus ha affrontato squadre di medio/alto livello non è mai riuscita a vincere, anzi ha collezionato già 3 sconfitte.

Diciamo che non è stato proprio il modo migliore per iniziare un ciclo terribile di partite che saranno fondamentali per il futuro italiano ed europeo della Juventus. Mercoledì allo Stadium arriva il Barcellona di Messi e un’altra sconfitta potrebbe davvero tagliare le gambe. Per non parlare poi delle sfide a Napoli e Inter inframezzate dalla decisiva (probabilmente) trasferta di Atene in Champions. Bisogna rialzare la testa immediatamente e dimostrare a tutti che la Juventus può essere protagonista anche quest’anno. Negli anni scorsi ci si sarebbe affidati a giocatori come Buffon, Barzagli, Chiellini o Marchisio. Siamo ancora sicuri che quest’anno questi giocatori abbiano la stessa presa sullo spogliatoio e siano ancora in grado di stimolare nei compagni una reazione degna? Riuscirà Dybala a prendere per mano la squadra anche in sfide decisive e a fare il definitivo salto di qualità nell’Olimpo del pallone?
Allegri ha davvero pronto un asso nella manica capace di risvegliare la Juventus e portarla ancora una volta alla vittoria?
Solo 3 giorni e molte di queste domande avranno risposta.

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