Luciano Moggi: “Dopo Calciopoli, il diluvio. La scelta di Ventura è stato un pacco di…”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Luciano Moggi coglie l’occasione della clamorosa eliminazione della Nazionale italiana per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Questo allenatore inadatto è stato un pacco di Lotito” è il titolo del suo editoriale di oggi sulle pagine del quotidiano Libero. L’ex dg bianconero esordisce con una frase emblematica: Adesso è tardi per accorgersi degli errori commessi, è tardi per dire io lo sapevo. Si è materializzata l’apocalisse nel modo peggiore, ma si tratta di un disastro annunciato”.

Moggi non ci sta a considerare Ventura come l’unico colpevole di questo fallimento e racconta come sarebbero andate le cose nel momento della scelta dell’allenatore della nazionale: “Il calcio adesso suggerisce il capro espiatorio, Ventura, colpevole di non aver saputo dare un gioco alla squadra. E noi non possiamo non essere d’accordo perché sarebbe difficile ipotizzare Giampiero a capo della ricostruzione. Lo riteniamo però vittima di sè stesso per aver accettato un ruolo superiore alle sue forze. I veri colpevoli però sono altri: quelli che lo hanno indotto ad accettare con proposte economiche allettanti in seguito al rifiuto di altri allenatori e gli hanno addirittura rinnovato il contratto fino al 2020. Alcune fonti ci dicono che Giampiero facesse parte di un compromesso: sarebbe dovuto andare alla Lazio in seguito al rifiuto di Bielsa, ma poi, causa le difficoltà della FIGC a reperire un ct, è stato proposto per la Nazionale e Lotito ha richiamato sulla panchina Simone Inzaghi. Quindi una scelta forzata all’insaputa del povero Giampiero”.

Luciano Moggi prosegue nel suo articolo e punta il dito contro tutti coloro che lo consideravano l’unico male del calcio italiano“Nel bel mezzo di Calciopoli, il dottor Giraudo ammonì: noi ce ne andiamo, vedrete però chi sono quelli che verranno dopo”. A quel tempo, era il 2006, conquistammo il Mondiale. A Berlino erano cinque i bianconeri in campo con la maglia della nazionale più il ct Lippi e il massaggiatore Esposito, mentre dall’altra parte quattro giocatori francesi erano juventini. Dopo Calciopoli, il diluvio. Vi ricordate che flop nel 2010 e nel 2014? Addirittura adesso non qualificati…”
Luciano Moggi conclude analizzando il dispiacere per un clamoroso fallimento e le scelte di formazione scriteriate attuate dal ct azzurro: “Resta la tristezza di aver visto i volti dei pochi che hanno avuto il coraggio di affrontare le tv, mentre le lacrime dei protagonisti in campo racchiudono qualcosa che potrebbe meglio essere raccontato dalle pareti dello spogliatoio, se queste avessero il dono della parola. Il pianto di Buffon racchiude in sè la saggezza di chi avrebbe avuto le potenzialità per superare il momento negativo, l’intelligenza per bypassarlo e la rabbia per non essere riuscito nell’intento, o meglio di non essere stato messo nelle condizioni di poterlo fare. Con tutto il rispetto per Ventura a noi è mancato lo stratega e lui ha dato anche l’impressione di non conoscere bene gli svedesi, tutti fisici e ottimi colpitori di testa, come se la partita di andata non avesse suggerito niente. Siamo andati a Solna ad affrontarli addirittura con due centravanti (Belotti e Immobile), come se mettere più attaccanti significasse segnare più gol. I due, ovviamente, si sono pestati i piedi, preda dei difensori e senza rifornimenti dalle fasce. Il ritorno a San Siro, che doveva portare consiglio, ha generato invece confusione.”

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Buon compleanno José Mourinho! Lo Special One festeggia 58 anni