Milan, il NYT attacca Yonghong Li: “Nessuna proprietà. Padre e fratello in carcere”

Pubblicato il autore: William Truppi Segui
YongHong Li, ombre sul nuovo presidente del Milan

YongHong Li, ombre sul nuovo presidente del Milan

 

Yonghong li non sarebbe proprietario di alcuna miniera di fosforo. E’ questa la notizia bomba lanciata dal New York Times, grazie al lavoro svolto da 3 suoi giornalisti.
La scoperta fatta dal giornale americano è sicuramente un fulmine a ciel sereno in casa Milan che, come ben sappiamo, in questa torrida estate di mercato ha operato una campagna acquisti pari a circa 230 milioni di euro, destando curiosità e dubbi sulla reale solidità finanziaria del nuovo gruppo cinese che ha prelevato il club rossonero.
Nelle scorse settimane, qui su SuperNews, abbiamo analizzato la situazione finanziaria del Milan e del suo presidente, YongHong Li, mettendo in risalto come il club abbia realizzato la campagna acquisti, affindandosi ad ingenti fondi di prestito concessi da istituti bancari di una certa importanza e con date di scadenza, e somme di denaro, certamente poco rassicuranti per i rossoneri (303 milioni di euro entro Ottobre 2018).
Dopo aver  contratto ingenti debiti col fondo di finanziamento Elliot, YongHong Li, ed il suo staff, avrebbero trovato in Highbridge, fondo di finanziamento internazionale, un partner disposto ad aiutare il Milan ad uscire da questa opprimente situazione finanziaria, dove, tra l’altro, continuano a sommarsi le voci in rosso sul bilancio, portando quindi la cifra necessaria per la cancellazione del debito a 350 milioni di euro. L’esosa richiesta economica del Milan, in quantità così rilevanti, non avrebbe ancora dato l’ufficialità della partecipazione del fondo citato precedentemente, ma Fassone, ed il suo staff, sarebbero già al lavoro da molte settimane alla ricerca di una soluzione per questo particolare problema.

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La notizia, quindi, pubblicata oggi dal New York Times, non aiuta sicuramente i tifosi milanisti a dormire sonni tranquilli, sopratutto se il loro presidente si rende protagonista di bluff e menzogne sui propri possedimenti finanziari.
Il giornale americano , inoltre, ha iniziato l’articolo con una frase simbolica che ha rispecchiato l’opinione di molti su questa nuova cordata cinese: “Quando il businessman cinese Yonghong Li ha comprato il Milan, praticamente nessuno in Italia aveva sentito parlare di lui. Lo stesso vale per la Cina”.
L’inchiesta, poi, come indicato ad inizio articolo, si è incentrata totalmente sul verificare la reale esistenza di questa miniera di fosforo e della sua appartenenza al Guizhou Fuquan Group, gruppo appartenene appunto a YongHong Li, scoprendo che in realtà la miniera apparterrebbe al Guangdong Lion Asset Management. Questo gruppo, inoltre, sarebbe stato protagonista di ben quattro cambi di proprietà in questi anni, due dei quali addirittura a titolo gratuito.
I giornalisti impegnati nell’inchiesta, Sui-Lee Wee, Ryan McMorrow e Tariq Panja, avrebbe inoltre visitato gli uffici della GuangDong nel mese di Agosto, trovando lo stabile in un avanzato stato di abbandono e con un cartello che ne indicava la chiusura per il mancato pagamento dei canoni di affitto. Al suo interno, inoltre, sono stati trovati computer privi di disco fisso, disordine generale e insetti oramai presenti in ogni angolo della struttura.

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Padre e Fratello di YongHong Li in prigione

L’ultima notizia trapelata, infine, aggiunge ancora più mistero sulle reali intenzioni, e possedimenti, di Li e della sua famiglia: “Nel 2013, l’autorità di sicurezza ha multato Mr. Li di 90.250 dollari (circa 76.500 euro al cambio attuale) per la mancata comunicazione della cessione di azioni per 51,1 milioni di dollari (circa 43,3 milioni di euro al cambio attuale). Inoltre, YongHong Li e la sua famiglia avrebbero operato nel 2004 una truffa a quasi 5000 investitori, tanto da rendere protagonisti il padre ed il fratello di una condanna alla prigione per i fatti citati.

 

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