Milan, Kakà: “Mi piacerebbe diventare allenatore o dirigente dei rossoneri”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Kakà

Kakà, il brasiliano ancora al Milan in futuro?

Kakà-Milan, ancora insieme in futuro? Uno scudetto, una Supercoppa Italiana, una Champions League, una supercoppa europea, un Mondiale per Club, un Pallone d’Oro e tanti gol. Troppa roba per essere messa da parte. Ricarco Izecson dos Santos Leite, in arte Kakà non può che portare il Milan nel cuore. Sto ancora decidendo cosa fare nel futuro, mi sento ancora un calciatore”. Ricardo Kakà si racconta a “Przeglad Sportowy”, quotidiano polacco. “Mi piacerebbe continuare nel mondo del calcio, come allenatore o direttore sportivo.  Magari anche nel Milan, porto i rossoneri nel cuore, così come in tutte le squadre in cui ho giocato. Neymar non è mai stato così in forma, potrebbe diventare campione del mondo”. Kakà non ha ancora deciso se continuare a giocare o meno:”Nelle prossime settimana e deciderà il mio futuro”. Il brasiliano parla anche dell’eterna sfida tra Messi e Cristiano Ronaldo in vista dell’assegnazione del Pallone d’Oro:” Ad oggi la rivalità tra Messi e Ronaldo è ancora forte, i media l’hanno cavalcata e per loro è uno stimolo”.

Kakà è stato l’ultimo calciatore a vincere il prestigioso premio prima che cominciasse la diarchia tra l’argentino e il portoghese. L’ex milanista ha da poco lasciato Orlando e il calcio americano. A 35 anni si sente ancora un calciatore. Magari concluderà la carriera nel suo amato San Paolo, in Brasile. Poi anche Ricardo dovrà decidere cosa fare da grande. La porta per lui a Milanello resterà sempre aperta.

Leggi anche:  Auriemma: "Cuadrado guarito dal Covid e migliore in campo contro il Napoli? La sua cura potrebbe salvare la popolazione mondiale" (VIDEO)

Kakà, i brasiliani non vado più di moda a Milanello

Kakà era il volto felice e sorridente di un Milan vincente. I rossoneri avevano tanti brasiliani in squadra: Dida, Cafù, Rivaldo, Serginho, Ronaldinho. Oggi invece a Milanello non c’è neanche l’ombra di calcio-samba. Fassone e Mirabelli hanno puntato su tanti calciatori europei e qualche argentino. Niente Brasile, eppure il paese del calcio-samba ha sempre avuto grande importanza nella storia rossonera. Fin dagli anni ’60 quando Altafini, Sani e Amarildo facevano grande il Milan del paron Nereo Rocco.

In tempi più recenti ci sono stati i vari Kakà e Ronaldinho, simboli di un calcio tutto estro e fantasia. Oggi i rossoneri hanno puntato più sulla concretezza, ma forse un tocco di Brasile non guasterebbe nella squadra di Montella. Magari già a gennaio Fassone e Mirabelli porteranno qualche giocatore verdeoro al Milan. Basta che sia all’altezza della storia dei grandi brasiliani milanisti. Intanto domani c’è il Napoli, Montella deve fare con quello che ha. Per rivedere un po’ di Brasile a Milanello ci sarà tempo e modo.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: