Napoli, e se la Champions fosse un peso?

Pubblicato il autore: Francesco Picciocchi Segui


Stasera al San Paolo arrivano gli extraterrestri del Manchester City di Pep Guardiola e il Napoli è quasi obbligato a fare risultato per alimentare le speranze di passaggio del turno. Ma se invece la Champions risulti per il Napoli un peso (seppur di gran prestigio) o quantomeno un ulteriore ostacolo che porta via energie fisiche e mentali da destinare all’obiettivo principale che tutta la squadra si è prefissata ad inizio stagione, ovvero lottare fino in fondo per cercare di riportare a Napoli uno scudetto che manca dal 1990?

Il girone, subito dopo il sorteggio non sembrava affatto una mission impossible (non come nel 2013/14 quando fu accoppiato con due top club come Arsenal e Borussia Dortmund). Sulla carta il Manchester City avrebbe dovuto chiudere al primo posto vincendo o quasi tutte le partite (come sta accadendo), mentre Shakthar Donetsk e Feyenoord rappresentavano avversari non insormontabili, ma molto alla portata del Napoli. La pratica però si è da subito complicata poichè nella prima gara del girone gli uomini di Sarri sono usciti sconfitti dal Metalist Stadium di Kharkiv contro lo Shakthar per 2-1. Poco tempo dopo è arrivato il nuovo infortunio di Milik, che ha reso ulteriormente corta la coperta nel reparto avanzato. Un’ulteriore variante entrata in gioco nella mente di calciatori e tifosi è stata sicuramente la straordinaria partenza in campionato dei partenopei, che hanno ottenuto 10 vittorie e un pareggio in 11 partite. Preso atto di questi fattori esclusivamente riguardanti il campo, ci sono però degli indizi che bisogna cogliere, e che risiedono spesso nella psiche di calciatori e tifosi, e che vengono fuori nelle dichiarazioni dei protagonisti:

Leggi anche:  Dove vedere Palermo-Teramo Serie C, streaming e diretta tv Sky Sport?

Un primo indizio emerge nelle dichiarazioni di Sarri dopo il match di campionato pareggiato in casa contro l’Inter : “La sensazione che ho è che la squadra abbia più motivazioni in campionato che in Europa: stasera abbiamo con giocato con grande determinazione per 95′, a Manchester solo per 55′. In Europa vogliamo fare bene, giocare la Champions è una fortuna, anche se sappiamo che arrivare in fondo sarà difficile”. Le dichiarazioni portano subito alla luce il fatto che, anche se in maniera inconscia, i calciatori si applichino più sulle partite di campionato considerando il trofeo più alla portata.

Un secondo indizio è dato dall’affluenza allo stadio dei tifosi; infatti i sostenitori della squadra di Sarri affollano gli spalti nelle gare casalinghe di campionato, come in occasione del derby campano giocato contro il Benevento (49000 spettatori) o anche nell’ultima gara giocata contro il Sassuolo (53000 spettatori), ben lontani dai 22000 spettatori della gara di Champions contro il Feyenoord con il San Paolo che si presentava semideserto. Anche in questo caso vengono in aiuto le dichiarazioni di mister Sarri, rilasciate in occasione della partita di Champions contro gli olandesi, stavolta nell’intervista dopogara : “L’ho vista ma mi sembra una cosa che si annusa nell’aria, se facciamo 22mila spettatori allora è una cosa che si annusa anche fra il pubblico. C’è molta più convinzione per il campionato, la Champions è una festa dove le possibilità di andare avanti sono poche”. Una possibile motivazione del diverso approccio alle partite da parte dei tifosi è data dalla politica della società riguardante i costi dei biglietti. La forbice fra i 12 euro per un biglietto di curva per Napoli-Benevento oppure i 9 euro per Napoli-Sassuolo e i 35 euro per lo stesso settore in occasione di Napoli-Feyenoord è molto ampia e magari molte famiglie hanno scelto di restare a casa, vederla in tv risparmiando i soldi del tagliando.

Leggi anche:  Serie A femminile, questo fine settimana si disputa la dodicesima giornata

Il terzo indizio è dato stavolta dalle scelte tecniche di Sarri: in occasione della partita contro il Manchester City l’allenatore ha dato spazio a centrocampo a Diawara e Zielinski lasciando in panchina un Allan in condizione strepitosa e un Jorginho sempre più metronomo della squadra. Perchè farli riposare in una gara importantissima di Champions per poi farli giocare quasi sempre in campionato? Sarri avrebbe potuto concedere ai due un turno di riposo in partite sulla carta più abbordabili come Napoli-Benevento o Napoli-Sassuolo. C’è quindi un qualcosa che va al di là della sola scelta tattica. Forse la società, consapevole di potersi giocare lo scudetto, ma con un organico troppo ristretto per poter puntare ad arrivare in fondo su entrambi i fronti ha deciso di accedere alla Champions attraverso il preliminare per garantirsi degli introiti cospicui, ma senza l’obbligo di passare a tutti i costi il girone, riservandosi importanti energie fisiche e mentali per una lotta scudetto che si preannuncia logorante e dispendiosa fino alla fine.

Leggi anche:  Fiorentina-Crotone: quella volta che...i precedenti

Se questa ipotesi è veritiera non lo sapremo mai, ciò non toglie che stasera tutta la città si aspetti dai suoi beniamini una grande prestazione, meglio se seguita da un risultato positivo, come siamo certi che tutta Napoli non farà mancare il suo appoggio alla squadra e che i calciatori non si risparmieranno e daranno tutto in campo per regalare ai propri tifosi l’ennesima gioia in questa stagione cominciata sotto il segno della vittoria.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: