Napoli, la flop 11 degli ultimi decenni

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui


La redazione di Supernews ha selezionato la formazione degli undici bidoni che hanno giocato con la maglia del Napoli a partire dal 1990 ad oggi. La scelta è ricaduta su un 4-3-3 pieno di calciatori che hanno suscitato numerose imprecazioni nei tifosi napoletani.

Portiere
Alessio Bandieri: 
l’estremo difensore arrivò a Napoli nel 1999 su suggerimento dell’allora tecnico azzurro Walter Novellino, che lo presentò come uno dei migliori prospetti nel ruolo in quel momento in Italia. In realtà il portiere modenese mostrò evidenti limiti nel parare i tiri dalla lunga distanza e fu soprannominato il “portiere talpa”. In città circolava la voce che Novellino lo facesse giocare solo perchè avesse un legame con la figlia.

Difensori
William Prunier: 
il difensore centrale francese fu acquistato nel 1997 dal presidente Ferlaino che lo presentò così:”Non sarà un adone, ma vi assicuro che è un giocatore di grande efficacia”. Quello che si presentava come un giocatore di livello internazionale e con presenze anche nel Manchester United, si rivelò un bidone assoluto: fece realizzare una tripletta a Balbo in un Roma-Napoli 6-2 e fu definito dai giornali italiani “forte e statico come una quercia”. Dopo una breve apparizione di sole tre presenze, fu spedito agli scozzesi degli Hearts. I napoletani lo evocano ancora con la frase “Chist e’ pegg’ e’ Pruniè”, rivolta a tutti gli altri bidoni approdati successivamente al San Paolo.
Emilson Cribari: 
il difensore brasiliano fu acquistato nel 2010 da Riccardino Bigon per 500 mila euro dalla Lazio, firmando un contratto di un anno con opzione per il secondo. Verrà schierato per lo più in Europa League e sarà ricordato per il clamoroso autogol contro la Steaua  e per le sue sconcertanti prestazioni. Dopo 14 presenze complessive non scattò l’opzione per il rinnovo e si ritrovò svincolato.
Ignacio Fideleff: il centrale argentino di piede mancino fu acquistato l’ultimo giorno del mercato estivo del 2011 per 1,7 milioni dal Newell’s Old Boys. Presentato come un difensore di prospettiva, si rivelò come un altro pacco di Bigon: famoso il suo clamoroso assist a Moscardelli per il gol vittoria del Chievo nella sua partita d’esordio. Dopo quattro presenze complessive e un peregrinare in prestito per altri quattro anni, verrà ceduto solo nel 2016 ai paraguaiani del Nacional.
Esteban Lopez: il giocatore iberico-argentino, ritenuto da molti tifosi il più scarso ad aver indossato la maglia azzurra, arrivò nel gennaio 2002 in prestito secco dall’Udinese nell’affare Jankulovski. Fu schierato da Luigi De Canio nel derby contro la Salernitana e gli avversari salernitani ringraziano ancora: fu bruciato da chiunque in velocità, sbagliò appoggi facili e addirittura tre rimesse laterali nella stessa partita. La ciliegina sulla torta fu un regalo sui piedi di Bellotto per il 3-1 finale a favore dei rivali salernitani. A fine partita riceverà un tre in pagella da tutti i quotidiani e sarà considerato il più grande pacco della storia del Napoli. Alcuni si chiedono ancora se fosse realmente un calciatore.

Centrocampisti
Claudio Husain: 
Il centrocampista argentino, soprannominato “El Picapedra” (lo spaccapietre), fu acquistato nell’estate 2000 per 16 miliardi di lire dal River Plate su consiglio di Alessandro Moggi. Husain si rivelò davvero scarso, lento e non adatto al calcio italiano. Dopo una sciagurata stagione conclusa con la retrocessione in B degli azzurri, l’argentino lascerà il calcio italiano con poche presenze e il nomigliolo nello spogliatoio di  “Maricon” per via di una sua presunta omossesualità.
Reynald Pedros:
il francese dalla folta chiama arrivò a Napoli nel settembre 1997 in prestito dal Parma. Vantava esperienza in grandi club in patria e alcune presenze nella nazionale francese. All’ombra del Vesuvio, il trequartista confermò le sue pessime prestazioni dell’anno precedente nella squadra emiliana e, dopo solo tre mesi, fu spedito al Lione. Dichiarò pubblicamente  la sua paura di uscire di notte per le strade napoletane.                           
Aljosa Asanovic: il centrocampista croato, stella della sua nazionale, fu uno dei protagonisti principali della retrocessione del 1997-98. Arrivò in azzurro dagli inglesi del Derby County e si mostrò subito lento e privo di qualsiasi condizione atletica. Con lui in campo il Napoli perse sette partite su nove e retrocesse a fine anno, collezionando la miseria di 14 punti.

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Attaccanti
Edmundo:
 l’attaccante brasiliano fu il grande colpo di mercato della coppia Ferlaino-Corbelli e nel gennaio 2001 fu presentato stile Maradona davanti a 20.000 spettatori festanti al San Paolo. I suoi ottimi trascorsi alla Fiorentina e in nazionale brasiliana furono smentiti dalle prestazioni di un giocatore ormai in fase di declino e arrivato a Napoli in sovrappeso. Concluse la sua esperienza napoletana con 4 gol in 17 partite e partecipò alla retrocessione della squadra a fine anno.
Jose Luis Calderon: El Caldera si presentò a Napoli con la fama di goleador nel campionato argentino e giocò alcune partite da titolare in nazionale in Copa America. Arrivato nell’estate 1997 per 7 miliardi di lire dall’Independiente, si presentò con la frase “farò più gol di Angelillo”. Si rivelò un pacco clamoroso e, dopo 6 presenze e zero gol, fu mandato via a gennaio per disperazione.
Eduardo Vargas: nel gennaio 2012 il giocatore cileno arrivò al Napoli dall’Universidad del Chile per la bellezza di 14,8 milioni di dollari. Fu accompagnato dalla fama di miglior giocatore sudamericano del momento e i video dei suoi gol in finale di Copa Sudamericana gettarono fumo negli occhi di tutti i tifosi azzurri . Nella città partenopea non si ambientò per nulla e si rivelò in realtá un clamoroso flop con 19 presenze totali e tre gol. Dopo vari prestiti fu ceduto a titolo definitivo ai tedeschi dell’Hoffenheim.

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