Paulo Sousa, niente Milan: l’ex Fiorentina va in Cina

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Paulo Sousa

Paulo Sousa verso la Cina

Paulo Sousa verso il Tianjin. Un pretendente in meno alla panchina di Vincenzo Montella. Dalla Cina arrivano conferme sulla firma di Paulo Sousa con il Tianjin. Il club avrebbe individuato nel portoghese il sostituto di Fabio Cannavaro, destinato al Guangzhou. Nelle scorse settimane l’ex allenatore della Fiorentina era stato più volte accostato al Milan. In caso di esonero prematuro di Montella, il nome di Paulo Sousa era uno dei papabili per la panchina rossonera. Anche perché nel Milan ci sono giocatori che hanno lavorato, vedi Kalinic, con il tecnico portoghese. Paulo Sousa è un grande conoscitore del calcio italiano. Da giocatore ha vestito le maglie di Juventus e Inter, vincendo uno scudetto e una Champions League con i bianconeri. Da tecnico ha vissuto una specie di altalena. Benissimo i primi mesi a Firenze, con una squadra che era arrivata anche al primo posto. Poi una lenta discesa, che portarono la Fiorentina al quinto posto nella stagione 2015/2016. A metà di quel campionato cominciarono i dissidi con i Della Valle, specialmente per quanto riguarda il mercato.

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Nella scorsa stagione i rapporti si sono ulteriormente deteriorati, fino all’inevitabile divorzio. Paulo Sousa poi è rimasto fermo, aspettando la proposta giusta. Ora quindi sembra diretto  verso la Cina, metà ricca e frequentata da tecnici di grande valore. Scolari, Pellegrini, Villas Boas sono alcuni degli allenatori protagonisti della China Super League. Non sarà il campionato più bello del mondo, ma si guadagna bene e non ci sono molte pressioni. L’ideale per Paulo Sousa, dopo due anni di centrifuga viola.

Paulo Sousa, il profeta dal volto triste

Paulo Sousa arriva in Italia, da giocatore, nell’estate del 1994. E’ l’anno della rivoluzione di Lippi che imbastisce una Juventus d’attacco con il trio d’attacco Ravanelli-Vialli-Del Piero. A centrocampo con i guerrieri Conte e Deschamps c’è la sapiente regia di Paulo Sousa. In bianconero resterà due anni, il tempo di vincere uno scudetto e una Champions League, l’ultima della storia bianconera. Nel 1996 altra rivoluzione alla Juventus: via Vialli, Ravanelli e anche Paulo Sousa.

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Il portoghese va al Borussia Dortmund, dove rivince la Champions League vendicandosi della Juventus in finale. A gennaio del ’98 Moratti lo vuole nella sua Inter perché serve un “lanciatore” per Ronaldo. In nerazzurro non inciderà come nella Juventus, ma vincerà comunque una Coppa Uefa in una finale tutta italiana contro la Lazio. Da allenatore Paulo Sousa si fa conoscere con il Basilea. I Della Valle lo chiamano per il dopo Montella. Il portoghese fa un calcio offensivo che nei primi mesi fa innamorare una piazza sensibile come Firenze. Dopo la parentesi viola ora ricomincia dalla Cina, con l’Italia sempre nel cuore. Un giorno il portoghese dal volto triste magari ci tornerà, di nuovo.

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