Qualificazioni Russia 2018, passa la Svezia del catenaccio: un’Italia coraggiosa finisce in lacrime

Pubblicato il autore: Peppe Fiorino Segui

L’Italia è fuori dal mondiale, decide la deviazione di De Rossi dell’andata

Sembra un incubo, ma è la realtà: l’Italia è fuori dal mondiale, la Svezia si è barricata per più di ’90 minuti nella propria metà campo e ha conservato lo 0-0 e va ai campionati mondiali in Russia.
La Nazionale azzurra ha provato a sfondare il muro sin dalle prime battute, ma l’imprecisione dei calciatori di Giampiero Ventura e i giganti difensivi svedesi hanno vanificato tutto.
Il Ct azzurro ha mantenuto il modulo dell’andata, ma ha cambiato alcune pedine che si sono verificate utili, su tutti Jorginho che con la sua ottima visione di gioco e la sua tecnica ha guidato il centrocampo e fornito verticalizzazioni che nel primo round del play-off erano mancate. Bene anche Manolo Gabbiadini e il romanista Florenzi, mentre la nota stonata è stata la decisione dell’allenatore italiano di non mandare in campo Lorenzo Insigne che avrebbe potuto creare qualche occasione in più.
Ottime le prestazioni di Parolo e Bonucci, quest’ultimo è stato un autentico guerriero.
L’Italia ha cercato la via del gol più volte con ImmobileCandreva e Florenzi nel primo tempo, ma il pallone è finito sempre sul fondo, seppur di poco. La Svezia, ben pressata dagli azzurri, non ha quasi mai visto la palla, infatti il possesso della Nazionale italiana è stato superiore al 70%. Nella prima frazione ci sono stati alcuni episodi molto dubbi, che hanno suscitato molte proteste: ad inizio gara per un fallo su Parolo in area di rigore è stato chiesto il penalty, ma l’arbitro ha preferito far proseguire, ma il difensore svedese entra sul centrocampista italiano senza arrivare sulla palla e la massima punizione poteva starci. Anche la Svezia ha protestato per un fallo di mano di Barzagli in area e anche qui sarebbe stato giusto decretare il rigore.
Nel secondo tempo l’Italia riprende da dove aveva lasciato, ma gli sforzi prodotti non portano i risultati sperati. Ventura decide di inserire a 20′ dalla fine El Shaarawy e Belotti per aggiungere maggiore peso all’attacco al posto di un Darmian, che più volte ha sfondato sulla sua fascia di competenza e ha messo in difficoltà gli svedesi, e Gabbiadini. Buono l’impatto del romanista, meno buono quello dell’attaccante del Torino. I più pericolosi sono stati Parolo, Florenzi e Jorginho, ma il portiere svedese è rimasto attento. Inspiegabile è sembrato l’ingresso di Bernardeschi al posto di Candreva, mentre San Siro aspettava Insigne: il giovane giocatore della Juventus non ha inciso molto sui minuti finali della partita. Da segnalare il nervosismo, con i calciatori svedesi spesso provocatori, ci sono stati molti ammoniti tra interventi duri, proteste e perdite di tempo. Alla fine anche Buffon nei minuti di recupero si presenta due volte nell’area avversaria in occasione di due corner, ma non accade nulla e il triplice fischio finale decreta il passaggio alle fasi finali della Svezia e le lacrime dell’Italia, soprattutto quelle di Gigi Buffon, inoperoso questa sera, che vede sfumare quella che sarebbe stata la sua sesta storica partecipazione ad un mondiale.
Alla fine ciò che è balzato subito agli occhi riguarda la mancanza di un grande talento in grado di tirar fuori il colpo di genio, la politica sbagliata dei vivai delle squadre italiane e l’inadeguatezza del Ct Ventura nel guidare la Nazionale. Il calcio italiano è chiamato adesso a voltare pagina in fretta.

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