Ritorno al futuro per Geoffrey Kondogbia

Pubblicato il autore: Giordano Pizzari Segui


Avete presente quel ragazzone francese pagato 35 milioni dall’Inter che ha deluso tutte le aspettative che si portava dietro al momento del suo acquisto? Ecco, scordatevelo. Geoffrey Kondogbia al Valencia è rinato. Un ritorno al futuro per lui che, dopo un inizio di carriera a livelli altissimi tra Siviglia e Monaco, aveva deluso moltissimo con l’Inter.

Caratteristiche positive e negative

Rimane un calciatore dal “pensiero calcistico” molto lento. Difficilmente gioca di prima intenzione e difficilmente riesce a scaricare il pallone guadagnando tempi di gioco. Tecnicamente non è nemmeno troppo valido, pur avendo un buon tocco di palla. Fa del fisico, peró, la sua caratteristica principale: Bravissimo nel corpo a corpo in fase difensiva, è capace di dominare le partite quando si tratta di chiudere gli spazi agli avversari. A volte, grazie a quella fisicità imponente, pare essere ovunque, sempre capace di strappare il pallone ai suoi diretti concorrenti.

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Qual è il vero Kondogbia
Intendiamoci: Kondogbia non spicca per qualità tattiche, né tantomeno per quelle tecniche. Non è il fenomeno che ci si poteva aspettare, ma nemmeno il “bidone” visto all’Inter. A milano, anche a causa del gioco, spesso lento, mostrato dai nerazzurri, la sua poca capacità di giocare il pallone rapidamente veniva ancor più accentuata. A valencia, invece, Marcelino è riuscito ad esaltarne le caratteristiche fisiche in fase difensiva.

Marcelino lo ha messo in condizioni ideali

L’allenatore del Valencia ha avuto la grande capacità di mettere ogni suo calciatore nelle migliori condizioni per rendere al meglio. Tra questi, ovviamente, Geoffrey Kondogbia. Nel 4-4-2, il Francese sta sfruttando le sue grandi qualità fisiche in fase difensiva e in fase di transizione, lasciando campo libero, in fase di impostazione del gioco, a Dani Parejo. Con questa mossa tattica, Marcelino ha avuto la capacità di togliere a Kondogbia i compiti che più lo mettono in difficoltà, come la gestione dei ritmi della partita, esaltandone, peró, quelli con cui più si trova a suo agio.

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