La Roma e Eusebio Di Francesco, “Per grazia ricevuta”

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Abbiamo scomodato il grande Nino Manfredi in un interpretazione struggente che gli è valso il David di Donatello nel 1971, in un film che i piu ricordano per il famoso ritornello della canzone (anche essa del grande attore). Il film in questione: “Per grazia ricevuta” (di cui il grande Manfredi è anche regista) viene premiato al Festival di Venezia come miglior opera prima sempre nello stesso anno. Nino Manfredi, come detto è autore della canzone ed interprete principale del film, nel quale è devoto a S. Eusebio, pare che a Roma nel quartiere Esquilino (dove per l’appunto c’è la chiesa dedicata al santo) ed a Trigoria ci sono in atto dei pellegrinaggi in devozione a “S. Eusebio“.

Per grazia ricevuta
Appena arrivato a Roma (per la terza volta in tre ruoli diversi) il “bistrattato” Eusebio Di Francesco, non godeva dei favori della piazza dove le vedove di Spalletti erano in lutto, lo “zemaniano” Di Francesco ci porterà alla rovina  era il leitmotiv di Roma e dintorni. Poi dopo un periodo di “rodaggio” dovuto ad una nuova idea di calcio, ed a una tournée americana che forse è sembrata “inopportuna”, si è cominciato a viaggiare a ritmi sostenuti e con un buon appetito (e si sa che l’appetito vien mangiando)  e così la Roma comincia a giocare e vincere sia in Italia dove al momento è la quinta forza del campionato a 5 punti dal Napoli capolista e con una gara in meno, e li dove le due sconfitte patite proprio con i partenopei e l’Inter di Spalletti, sono state “recuperate” con le vittorie a Torino; a Firenze e ancor prima a Bergamo, campi storicamente difficili per tutti, siglando un nuovo record, ovvero 12 vittorie consecutive in trasferta, dando linfa vitale ad un gruppo che viaggia compatto recuperando giocatori sembrati ieri caduti nel dimenticatoio, specialmente in piena emergenza infortuni. Sia in Europa, dove spacciati prima ancora di cominciare, si ritrovano in testa al girone facendo quattro punti su sei contro il Chelsea e con il lusso di andare a Madrid (sponda Atletico) con la consapevolezza che una sconfitta non minerebbe nulla lasciando le probabilità di qualificazione quasi intatte. Ed ecco che il vento cambia, da tramontana fredda e pungente arriva il ponentino leggero e frizzante che aiuta l’ambiente in generale di una città facilmente “umoristica” che ha una densità tale da contenere Milano; Napoli e Torino insieme.

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Viva viva S. Eusebio
Ed ecco che in una sorta di “mistificazione” si arriva a Nino Manfredi ed al suo magnifico film, elogiando Eusebio Di Francesco si “scomoda” la canzone del film che recitava nel ritornello: “Viva viva S. Eusebio, protettore dell’anima mia…” che diventa il motivo accompagnatore del mister abbruzzese da parte di addetti e non addetti ai lavori. Ora dopo la sosta delle nazionali (dove l’Italia si giocherà l’accesso ai mondiali con la Svezia in uno spareggio al cardiopalma) ci sarà il derby che ci dirà se Eusebio Di Francesco tornerà ad essere un normale mister che fa il suo lavoro, oppure un uomo da “santificare” subito, chi vivrà vedrà. Nel frattempo continuiamo a cantare: “viva viva S. Eusebio…”

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