Roma: habemus stadium?

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Qualche anno fa (gli indimenticabili anni 80′) ci fu un film “fantasy” (era per l’esattezza il 1984) che fece molto successo, e che ancora oggi viene ricordato per i personaggi; per la musica e per mille altre cose. Noi lo ricordiamo per il titolo che in questa storia calza a pennello, ovvero: La Storia Infinita. Chi non lo ricorda? Il mondo di Fantàsia stava per essere inghiottito dal Nulla, che in un certo senso è la storia che si sta vivendo a Roma con la questione stadio. Ormai la vicenda va avanti da 5 anni (era il lontano 2012, anno dell’Europeo di Polonia-Ucraina e del 4-0 subito dalla nostra nazionale in finale contro la Spagna); e da tre legislature diverse: Alemanno (destra); Marino (sinistra) e Raggi (5 stelle), più un Commissario Straordinario (Tronca, tra Marino e Raggi).

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Habemus Stadium?
Ormai come già detto la “telenovela” va avanti da parecchi anni, e si aspetta la parola fine anche se in questa vicenda hanno detto la propria veramente tutti, anche i non accreditati ed i non conoscitori di Roma. Venerdì scorso, si è riunita la Conferenza dei Servizi con le quattro parti in causa coinvolte (Roma Capitale; Regione Lazio; Città Metropolitana e Governo) e si è rimandato l’esito finale a questi giorni (tra oggi e giovedì) anche se il parere è stato positivo con veto (questione ponte e viabilità). Veto che non dovrebbe (con il beneficio del dubbio) creare problemi ad un’opera che sembra la Fabbrica di San Pietro, e dove le varie componenti oramai ci hanno abituato ad un cauto ottimismo, prima che esca fuori un qualsiasi ente sconosciuto a rivendicare vincoli ambientali; archeologici o di varia natura in un’area abbandonata e degradata ormai da anni dove tra spazzatura, baracche e discariche abusive è possibile incontrare qualche pantegana lagunare che non è proprio una specie protetta dal WWF. Sembra quindi che si arrivi ad una soluzione, e che la parola “closing” possa arrivare a breve su una storia che si trascina da parecchi anni, e che donerebbe a Roma un area riqualificata e recuperata per i cittadini romani e non, ed alla Roma uno stadio all’avanguardia che le permetterebbe di competere con i maggiori club del mondo anche per gli introiti che arrivaranno dagli incassi e dagli sponsor (vedi Juventus). Restiamo in trepida attesa in questi che sono giorni decisivi, sperando che James Pallotta trovi una bella sorpresa in vista del Natale che si avvicina.

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Stadio della Roma
Lo Stadio della Roma, è di fondamentale importanza anche per la rinascita del movimento calcio in Italia (ovviamente si parla di stadi di proprietà, quindi sono fondamentali gli impianti per tutte le società di calcio) dove gli impianti in questione sono per lo più obsoleti e rimasti ad Italia ’90 e non consoni alle direttive Uefa. Visto anche l’ultima cocente delusione che ha portato all’esclusione della nostra nazionale al prossimo mondiale di Russia 2018, bisognerà ripartire da una radicale rifondazione che vedrà negli impianti sportivi di proprietà un sostanziale passo nel periodo di risanamento. Quindi tifiamo perché la parola fine (in senso positivo) venga finalmente messa in questa vicenda dai contorni classici della “commedia all’italiana”.

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