Roma-Lazio: Quanto ne sai sul derby capitolino?

Pubblicato il autore: trivano Segui

Conosci davvero tutti i segreti del derby della capitale? Ecco alcune notizie che (forse) non sai sulla stracittadina romana.


Se c’è una cosa sicura a Roma, è che il derby dura tutto l’anno. E si perchè qui a Roma si vive, si mangia, si lavora e si respira in funzione dell’esito del derby e sia i tifosi della Lazio che quelli della Roma non perdono occasione per uno sfottò. Ma sono proprio i giorni che precedono la stracittadina che gli animi si accendono e la città si spacca letteralmente in due, al bar o al lavoro, radio, TV locali e addirittura famiglie, prendono posizione serie e sono pronti a dire la loro e a far valere la loro opinione ma, soprattutto la loro apparteneza, risulta quindi impossibile non schierarsi. Ci sono delle cose però che (forse) non sai sul derby, noi di SN sveleremo qualche piccola curiosità e  insieme a te scopriremo  ‘Quanto ne sai veramente sul derby tra Roma e Lazio’.

Il primo derby

Tutto cominciò l’ 8 dicembre del 1929, le due compagini si affontarono per la prima volta nello stadio della Rondinella. Le rivalità furono fin da subito molto accese, l’atteggiamento snobbistico dei laziali nei confronti dei giallorosi risale all’anno di fondazione della asRoma, 1927, quando si decise di fondere tra loro la Fortitudo, Alba e Roman la società biancoceleste si rifiutò di partecipare al progetto, infatti l’estrazione popolare della tifoseria, delle squadre in questione, risultava troppo popolare per i più altolocati laziali. Rodolfo Volk fu l’eroe di quella giornata, a lui si deve il primo gol nel ‘derby del Cupolone’ davanti a 15.000 spettatori, grazie a quella rete si deve anche la prima vittoria giallorossa.  La partita di ritorno si giocò a Campo Testaccio, tempio giallorosso, e anche qui la Roma vinse la partita. I giallorossi si imposero con un netto 3-1, Pastore per la rete laziale e Bernardini, Volk e Chini per i romanisti.

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Il Duce cambiò colori

Vista la dichiarata appartenenza politica di molti supporter della Lazio, si tende a pensare che Benito Mussolini fosse apertamente tifoso biancoceleste. Bhè questa storia è vera solo in parte. A metà degli anni ’20 il Duce si tesserò con la società biancoceleste ma, il 7 dicembre del 1930, giorno del terzo derby capitolino, si presentò sugli spalti con i colori giallorossi, la tessera da tifoso della SS Lazio era magicamente sparita.

L’Urbe affronta l’Armata Rossa

Forse non tutti sanno che nella storia delle due società ci sono state delle occasioni in cui le due squadre si sono unite per formare un unica compagine per rappresentare l’Urbe. La prima fu il 26 dicembre del 1928, i migliori giocatori della capitale scesero in campo uniti per affrontare i cechi del Viktoria Zizkov. La rappresentativa dell’Urbe si presentò in maglia bianca con una lupa blu ricamata sul petto e calzoncini neri. Qualche giorno dopo la stessa compagine affrontò l’Hungaria e il Sabaria. Il 1° novembre del 1973 Roma e Lazio si unirono nuovamente per affrontare quella che all’epoca veniva chiamata Armata Rossa, l’Urbe infatti fu chiamata ad affrontare il temibile CSKA Mosca che, nonostante si ritrovò davanti il meglio del calcio capitolino, vinse la partita per 1-0. Si uniranno ancora una volta per commemorare la scomparsa di Vincenzo Paparelli.

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Il derby nel cinema

La rivalità tra le due squadre non poteva di certo fermarsi allo stadio o nei bar. Ad essere coinvolto in questa baraonda fu anche il ciname italiano. Sono diverse le pellicole ma, anche i film per la TV e attori famosi ad essere tirati dentro il calderone della rivalità calcistica capitolina. Tra i nomi celebri troviamo il mitico Alberto Sordi, che nel film ‘Il Marito’, deride dal balcone di casa i tifosi sponda laziale per poi ricordare che è il giorno del derby e corre a prepararsi per non perdere l’incontro. Ettore Manni, laziale, va allo stadio a vedere la partita con gli amici romanisti nel fil ‘ Ladro lui, ladra lei’, Nel film ‘Il tifoso, l’arbitro e il calciatore’ un Pippo Franco che cerca di accontentare sia il padre, romanista, che il suocero, laziale, andando a vedere il derby con entrambe, facendo spola tra la Curva Sud e la Curva Nord, e relativo cambio di colori.

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La prima coreografia

Secondo gli esperti quella che si e vista il 23 ottobre 1983 sarebbe la prima coreografia organizzata in uno stadio italiano. A proporlo furono i tifosi della Roma, che con la più semplice frase dedicata all’attaccamento ai colori, calavano dalla Curva Sud uno striscione con scritto “TI AMO”.

‘Non famo scherzi’

Nel 1989 lo stadio Olimpico sta subendo delle ristrutturazioni in vista dei Mondiali del 1990, il derby tra Roma e Lazio si gioca quindi al Flaminio considerato il secondo stadio capitolino per importanza. La tensione è altissima, poco più di 20.000 spettatori sono tenuti sotto controllo da 3mila poliziotti. Poco prima della partita il messaggio dell’allora presidente del consiglio Giulio Andreotti si concludeva con: “Non famo scherzi“. Il presidente cercò un tono amichevole per sedare gli animi dei tifosi.

Viale dei meravigliosi

Nel 1998 la Lazio riuscì ad aggiudicarsi tutti gli scontri che capitarono tra le due squadre. A Fomello la società biancoceleste volle celebrare l’impresa dedicando una strada in memoria di quel giorno. La strada è intitolata “Viale dei meravigliosi” e riporta le date ce i risultati delle partite nonchè il nome dell’allenatore che guidò la lazio nell’impresa: Sven Goran Eriksonn.

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