Roma, Totti difende De Rossi: “E’ il nostro capitano, non si può mettere in discussione”

Pubblicato il autore: Ivan Aiello Segui

Tutti hanno il diritto di sbagliare. Daniele ieri ha sbagliato ed è il primo a saperlo. Ma nessuno può mettere in discussione quello che ha fatto e quello che farà per la Roma: è il nostro capitano.
Ora al lavoro, tutti insieme, per ripartire subito.”
Con questo messaggio sulle sue pagine social, arriva la difesa di Francesco Totti all’amico fraterno e compagno di mille battaglie Daniele De Rossi, protagonista ieri di un bruttissimo episodio antisportivo nei confronti del giocatore del Genoa Gianluca Lapadula.
Raptus, follia, adrenalina. Qualunque tipo di cosa sia successa nella mente di Daniele De Rossi nel mollare quel sonoro ceffone al giocatore del Genoa, sta di fatto che oggi, com’era facilmente prevedibile, l’Italia pallonara non può fare a meno di parlare, scandagliare e analizzare in ogni minimo dettaglio questo gesto così clamoroso.
Naturalmente, per non venir mai meno al consueto spirito di contrapposizione italico tra “guelfi” e “ghibellini”, l’opinione pubblica, dai semplici tifosi e appassionati di questo sport ai più accreditati ed esperti addetti ai lavori, è nettamente divisa tra chi condanna in maniera decisa il gesto del Capitano giallorosso e chi, in qualche modo, tenta di comprenderlo e umanamente giustificarlo.
Si schierano tra i primi tutti coloro che non hanno perso tempo a ricordare le “follie” simili dell’ex “Capitan Futuro”, a partire dalla gomitata a McBride durante i Mondiali del 2006 nella sfida contro gli USA che gli costarono 4 turni di stop, passando per il pugno in faccia a Stefano Mauri durante il derby del 2012 per concludere con il fallaccio a Maxi Pereira nei preliminari di Champions dello scorso anno contro il Porto.
C’è chi invece non può fare a meno di difenderlo, constatando l’inevitabile fragilità della condizione umana che può portare anche, senza apparente volontà, a compiere gesti assurdi di questo tipo.
Tra coloro che rimproverano Daniele De Rossi per il gesto inqualificabile di ieri, ma al contempo perdonano questa sua ennesima follia rivendicando un sacrosanto diritto a sbagliare, c’è naturalmente anche lui: Francesco Totti, che dalle sue pagine social si presenta principalmente nella veste di amico fidato e fraterno prima ancora che da dirigente della squadra che ha subito un danno enorme dal gesto scellerato di un suo calciatore.
Già, perché di danno enorme, in termini di risultato e prestazione, che stiamo parlando. Non solo ha lasciato i suoi compagni in 10 a difendere una vittoria preziosa come l’oro in quel di Marassi, ma lo schiaffone rifilato a Lapadula è avvenuto per giunta in piena area romanista permettendo al Genoa di raggiungere il pareggio con il rigore che ne è conseguito.
Sembra già lontana anni luce l’immagine di quel condottiero saggio che sulla panchina di San Siro preferiva lasciar spazio a chi riteneva migliore e più importante di lui in uno dei momenti più bui del calcio italiano. Lo stesso condottiero che dopo la disfatta epocale ha avuto, nonostante tutto, l’umiltà di congratularsi con gli avversari, quell’umiltà che solo i grandi uomini sanno avere.
Le scuse di Daniele De Rossi sono arrivate immediatamente e lo stesso Lapadula dichiara di averlo perdonato e non di aver nessun rancore nei suoi confronti. Sono assolutamente vere anche le parole dell’amico Totti nel suo tweet: “nessuno può mettere in discussione quello che ha fatto e quello che farà per la Roma”, ma è altrettanto vero che quello che è successo non verrà dimenticato molto facilmente e che, soprattutto, rappresenta un notevole passo indietro su tutto il lavoro fin qui svolto da Di Francesco per rendere questa squadra un po’ più “normale”.

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