Scontro Figc-Ventura: quando il denaro è più importante di tutto

Pubblicato il autore: antoniopilato Segui

La clamorosa mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale di Russia 2018, ha lasciato in dote diverse situazioni spinose, che per il bene del nostro movimento calcistico vanno definite il prima possibile.
L’attesa del popolo italiano è tutta per il nuovo commissario tecnico (Ancelotti è più che una suggestione), ovvero colui che avrà l’arduo compito di risollevare la nazionale dal baratro.
Per poter ripartite definitivamente, c’è bisogno di chiudere con il passato, nella fattispecie con Giampiero Ventura, che nonostante il tonfo non ha assolutamente intenzione di dimettersi. In ballo ci sono circa 800 000 euro delle ultime otto mensilità, a cui l’ex tecnico del Torino non intende rinunciare.
Proprio in queste ore è in programma un vertice tra gli esponenti della Federazione e i legali di Ventura per trovare una soluzione. Al momento l’ipotesi più accreditata è l’esonero (poco fa è arrivata l’ufficialità), strada che consentirebbe al ct più discusso della storia di ottenere ciò che da contratto gli spetta.
In alcuni casi però il denaro per quanto possa essere importante non è tutto. Dopo una debacle maturata in queste modalità, bisognerebbe avere la dignità di farsi da parte, di ammettere le proprie colpe e magari evitare certe dichiarazioni (ho perso solo due partite. Cit Ventura).
Certo alla soglia dei settant’anni l’allenatore originario di Genova ha di fatto chiuso la carriera (difficile che qualche club si interessi a lui) e forse per questo vuole “onorare” il contratto.
Al termine della partita contro la Svezia, Ventura si è presentato solo dopo la mezzanotte in sala stampa e ha chiesto scusa solo per il risultato, ed è proprio da certe affermazioni che si evince il cosiddetto “ego smisurato” denunciato dall’ex calciatore Rolando Bianchi in un intervista. Le scuse andavano fatte per tutto, perché per una nazione che va avanti a pane calcio, non potrà mai concepire di non vedere l’Italia alla prossima rassegna iridata.
L’auspicio è che uno schiaffo così forte serva per evitare altre “catastrofi” in futuro. Per il blasone che ha la panchina azzurra, ci vogliono personaggi vincenti, carismatici (che sappiano tenere testa ad uno spogliatoio composto da elementi prestigiosi) e con la giusta esperienza internazionale.

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