Sul Milan di scena al San Paolo il dubbio sconvolgente del bluff di Li Yonghong

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui


Una partita difficilissima attende il Milan stasera al San Paolo. Quanto sia forte il Napoli è chiaro a tutti: la squadra di Sarri, in testa alla classifica, ha finora praticato il calcio più bello del campionato e il nuovo trio delle meraviglie Insigne – Mertens – Callejón ha deliziato i tifosi partenopei e regalato momenti di football da antologia.
E proprio Insigne, naufragato lunedì sera con la Nazionale a Milano contro la Svezia, sarà particolarmente voglioso di dimostrare che il suo utilizzo avrebbe potuto cambiare l’esito della storia che ha invece prodotto la clamorosa esclusione dell’Italia dai mondiali di Russia.
Dall’altro lato ci sarà un Bonucci uscito dalla stessa partita malconcio nello spirito, per l’esito infausto dello scontro con gli svedesi, e nel fisico, per effetto dei colpi leciti e non leciti che gli scandinavi non gli hanno risparmiato.
Ma sul Milan che si prepara ad una così tanto delicata sfida in terra campana, da ieri aleggia l’ombra dei dubbi fatti nascere dal New York Times sulle capacità finanziarie di Li Yonghong, il presidente cinese della società di Via Aldo Rossi.

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Milan: le ombre del New York Times su Li Yonghong

Il prestigioso quotidiano della “Grande Mela”, in un articolo pubblicato ieri e riassunto nelle pagine della “Gazzetta dello Sport” oggi in edicola, paventa scenari nebulosi attorno a Li Yonghong. La “Gazzetta dello Sport” riporta stralci dell’articolo del New Yok Times, che definisce Li Yonghong come “businessman di cui nessuno aveva mai sentito parlare, nemmeno in Cina dove non è nella lista degli uomini più ricchi del paese. Il suo impero, descritto agli ufficiali della federazione italiana, è stato indicato in possedimenti minerari”.
Il resoconto continua con la notizia che “Mr. Li non sarebbe il proprietario delle miniere possedute da ben quattro persone differenti nel corso dell’ultimo anno con passaggi di proprietà avvenuti senza denaro e coinvolgendo persone con nomi simili”.
Secondo il New York Times la proprietà delle miniere di fosforo in questione, situate a Fuquan, città a livello di contea nella provincia meridionale del Guizhou della Repubblica popolare cinese, sarebbe della Guangdong Lion Asset Management, compagnia di investimenti i cui uffici a Guangzhou sarebbero addirittura chiusi con una notifica di sfratto.
A rendere ancora più nebulosa ed inquietante per i tifosi rossoneri la questione, ci sarebbero anche i rapporti tra Li Yonghong, che non figura tra i quadri della compagnia di investimenti, e Li Shangbing, lui sì nei registri della Guangdong Lion Asset Management.
Li Shangbing, che nega qualunque suo coinvolgimento con l’A.C. Milan, sempre secondo il New York Times, sarebbe il fondatore della Sino–Europe Sports Asset Management Changing, società che, assieme alla Sino-Europe Sports Investment Management Changxing Company, sarebbero nell’orbita Milan per il tramite della “Rossoneri Sport Investment”.
Per chiudere e inquietare ancora di più, viene riportata dal giornale newyorkese, sempre per il tramite della “Gazzetta dello Sport”, oltre all’informazione che “i libri cinesi parlano spesso di Li Yonghong, ma come soggetto spesso coinvolto in vertenze”, anche la notizia che il padre ed il fratello di Li Yonghong furono anche arrestati.

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