Tavecchio e Ventura: cronaca di un fallimento annunciato

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Dopo tre giorni ancora non si placa l’eco di un fallimento annunciato che costerà caro all’Italia, sportiva e non. Un danno che piano piano che passa il tempo, mostra la sua fallimentare opera. Un danno quantificabile intorno ai 100 milioni di euro per “l’azienda Italia che influirà anche sul Pil. La mancata qualificazione oltre a portare danni sportivi (calo nel ranking) e la non partecipazione alla manifestazione che annovera gli azzurri come una delle migliori nazionali al mondo (quattro vittorie insieme alla Germania, secondi solo al pentacampione Brasile), porterà danni economici a tutto il paese.

Fallimento annunciato
È già, il fallimento annunciato si è manifestato portando la nazionale alla deriva con una mancanza di introiti che non arriveranno: introiti degli sponsor in fuga; introiti dei diritti televisivi (in molti dovranno cambiare i palinsesti); introiti del merchandising e di quelli che pensavano di andare in Russia per unire l’utile al dilettevole ed introiti delle scommesse che caleranno senza gli azzurri presenti. Oggi pomeriggio nella riunione in Figc, durata circa un’ora e mezza, è stato esonerato Giampiero Ventura che non si era dimesso, ma invece dal canto suo, Carlo Tavecchio è rimasto in sella rimettendo il mandato al Consiglio Federale (forse ci sarà il 28 di questo mese) dove, dice avrà delle proposte da presentare per incassare la fiducia, anche se avrebbe fatto più bella figura (lui ed il CT) se si fosse dimesso visto i numerosi scivoloni dalla sua elezione ad oggi, invece la gara alla “poltrona incollata” (sport molto praticato e corrente nel nostro paese) ha fatto sì che i due maggiori colpevoli del fallimento non avessero la dignità di farsi da parte, anzi uno rilancia li dove potrebbe candidare Carlo Ancelotti come prossimo allenatore al “risanamento azzurro”. “L’azienda Italia” si sa che è uno dei motori del paese, quindi un simile fallimento andava non fatto passare solo per una competizione sportiva a qui non parteciperemo ma per quello che è veramente, ovvero un disastro non solo sportivo. Che Giampiero Ventura non fosse un allenatore da nazionale italiana (probabilmente nemmeno da nazionali estere) lo si sapeva, e l’unica esperienza di “rilievo” era stato il Torino, dove anche li con una buona squadra ha raccolto poco e quindi non doveva essere preso in considerazione anzi, meglio un uomo “interno” (vedi Gigi Di Biagio) come successe per Azeglio Vicini. Ma evidentemente anche il presidente Carlo Tavecchio non era all’altezza di prendere una decisione ben ponderata (e non solo quello), ma fatta con approssimazione e tale si è rivelata.

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Ed ora?
Ora bisognerà aspettare i nuovi sviluppi, l’Assocalciatori con Damiano Tommasi a capo ha lasciato la federazione prima del solito, facendo intuire che l’associazione stessa vorrebbe andare al voto per un nuovo presidente federale (tra i consiglieri del Assocalciatori ci sono anche Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini che hanno vissuto lo scempio dal vivo) ma un cambiamento radicale sarebbe utile e necessario con magari un candidato di “campo”, tipo Baggio; Maldini; Del Piero o Totti oppure Tardelli; Collovati; Antognoni o Conti “Campioni del mondo” in tutti i sensi per riportare l’Italia dove merita

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