Voluntary Agreement, l’Uefa chiede ulteriori documenti al Milan. La decisione slitta a febbraio?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Voluntary Agreement

Voluntary Agreement, vediamoci chiaro

Voluntary Agreement, il Milan dovrà fornire ulteriori documenti. Milan-Uefa, la partita continua. La giornata di ieri è stata densa di notizie per quanto riguarda la società rossonera. In mattinata la bomba del quotidiano spagnolo Marca che aveva ipotizzato l’esclusione dalle coppe europee nella prossima stagione. Questo in caso di mancata accettazione del Voluntary agreement presentato da Marco Fassone all’Uefa. Nel pomeriggio è arrivata una comunicazione ufficiale dall’organo di controllo sui club europei. Il Milan dovrà fornire ulteriori documentazioni sul piano di rientro del debito del prossimo triennio. Una notizia né positiva né negativa per i rossoneri, che continuano ad avere un cauto ottimismo sulla questione. Questo è successo perché da una parte nessun club ha mai ottenuto questo genere di accordo e che quindi la pratica Milan potrebbe costituire un precedente, dall’altra i tempi tra la risposta dell’Uefa e il rifinanziamento del debito di Elliott potrebbero non coincidere (la trattativa con Highbridge è a buon punto, ma non è detto che tutto si chiuda prima del pronunciamento dell’Uefa).

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I tempi si allungano dunque. Il tutto doveva essere deciso prima di Natale, mentre ora è molto probabile che il verdetto arrivi dall’Uefa non prima di febbraio 2018. Intorno alla nuova proprietà del Milan continuano ad aleggiare dubbi e incertezze, ma fino a questo momento va detto che Yonghong Li, che ad aprile ha acquistato la società rossonera da Silvio Berlusconi, ha onorato tutti gli impegni con il club di via Aldo Rossi. Continua quindi il rumore dei nemici di mourinhiana memoria. Magari qualche vittoria in più, fuori e dentro dal campo servirà a placare questi venti di tempesta sui rossoneri.

Voluntary Agreement, vediamoci chiaro

Voluntary Agreement, ma che cos’è davvero? Se ne parla tanto in questi giorni ma cerchiamo di capire bene di cosa si tratta il Voluntary agreement. Il regolamento del Fair Play Finanziario ha introdotto l’istituto Voluntary Agreement, altra cosa è il Settlement Agreement, già stipulato in passato da Manchester City, Psg, Inter e Roma. Ovvero un accordo transattivo a carattere sanzionatorio con cui ci si dichiara colpevoli e si promette di aggiustare i conti ne corso degli anni concordati. Una sorta di pena stipulata tra le parti, che in genere oltre a vere e proprie sanzioni pecuniarie impone limiti di spesa sul mercato e risultati di conto economico più severi di quelli ordinari, che attualmente consistono in una perdita ordinaria di 30 milioni di euro in 3 anni.

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In determinate circostanze un licenziatario può richiedere un la stipula di un accordo volontario, appunto il Voluntary Agreement, richiesto dalla società rossonera per adempiere all’obbligo del pareggio. Ciò di cui si parla non ha nessun carattere punitivo, anzi verrebbe incontro alle esigenze di società che volgioni rafforzarsi sfiorando temporaneamente i limiti dell‘FPP, dando per scontato che il rafforzamento porti nel giro di qualche anno ad un aumento di ricavi tale da rendere il tutto sostenibile nel lungo periodo con bilanci in regola. Il tutto a determinate condizioni. Insomma nulla di catastrofico per il Milan. L’esclusione dalle Coppe Europee non viene neanche presa in considerazione dal club rossonero. A patto che Montella e i suoi ci arrivino davvero in Europa.

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