Coppa Italia, un torneo sottovalutato ma molto importante ed affascinante

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

La Coppa Italia nacque nel lontano 1922, per permettere a squadre minori di poter sognare di vincere un trofeo al termine di una stagione agonistica, dato che il campionato di Prima Divisione, antenato dell’odierna Serie A, stava assumendo i contorni del monopolio come lo è oggi, con le solite 4-5 formazioni che si contendono lo Scudetto, mentre le altre fanno da cornice. In molti hanno sottovalutato l’importanza di questo torneo per decenni, considerando la Coppa Italia come una sorta di trofeo minore, privo di importanza, ed è per questo motivo che gran parte delle formazioni cui vi partecipano, schierano le cosiddette seconde linee, in modo da potersi concentrare solamente sul campionato che stanno disputando. E’ anche vero che la formula adottata in Italia in questo senso non giova molto allo spettacolo, dato che capita molto raramente che una formazione di una categoria inferiore arrivi a giocarsi i quarti o le semifinali. E’ accaduto due stagioni fa con l’Alessandria, compagine che milita tuttora in Serie C (allora chiamata Lega Pro), capace di sognare una storica finale, ma sul suo percorso ha incontrato il Milan, che poi è stato sconfitto nell’ultimo round dalla Juventus. Per il resto bisogna tornare molto indietro nel tempo per trovare un altro caso simile.

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Negli altri campionati, il valore che assume la Coppa di Lega ha contorni ben più importanti e la formula adottata affascina gli spettatori: le cosiddette squadre top, si ritrovano a giocarsi le qualificazioni fin dalle prime fasi in campi di periferia, come ad esempio accade in Inghilterra, nella FA Cup, il torneo più antico del mondo. Infatti accade spesso che possano esserci delle soprese, con formazioni dilettantistiche che si trovano clamorosamente a sconfiggere squadre ben più quotate come Manchester Utd, City, Liverpool. Lo stesso accade in Spagna ed in Francia, ma soprattutto sono molto seguite le coppe di Lega negli altri campionati, mentre in Italia ci si ritrova sempre con le squadre migliori del campionato nelle fasi finali della competizione, ma non solo, dato che si giocano entrano in gioco dagli ottavi di finale in poi col vantaggio di trovarsi tra le mura amiche e ciò non è molto corretto dal punto di vista dello spettacolo, essendo più opportuno che i team minori possano lecitamente sognare una storica qualificazione nel proprio stadio rendendo il risultato più in bilico.

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E’ necessario lavorare per rendere la Coppa Italia più interessante ed entusiasmante, ma molti tifosi e non solo, sottovalutano la competizione non cogliendo che un successo del trofeo consentirebbe di accedere direttamente all’Europa League, nel caso in cui il club vincente non si trovasse in “zona Europa” in classifica nel rispettivo campionato di Serie A, ma non solo, dato che il Milan nel 2016 ha potuto anche andarsi a giocare la Supercoppa Italiana a Doha, vincendo contro la Juventus.

La storia della Coppa Italia è ricca di fascino, che ha come prima detentrice in assoluto del trofeo, il Vado, formazione ormai relegata a serie minori. Altri successi eccezionali sono quelli di Venezia nel 1941 e Vicenza nel 1997. Purtroppo il successo dei vicentini è stato l’ultimo di una formazione provinciale, a causa dei cambiamenti apportati dalla Lega che hanno reso la Coppa Italia meno competitiva e meno avvincente. Ormai la lotta per la conquista della “coccarda” è affare tra Juventus, Roma, Lazio, Inter, Napoli e Milan, rendendo la Coppa Italia monotona, sulla falsa riga del campionato di Serie A.

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