Crystal Palace-Watford 2-1: ancora problemi di maturità per i londinesi

Pubblicato il autore: Lina Pao Segui

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Se fossi una giudice, assegnerei a me stessa il premio “Cassandra”. Sicuramente non è un premio molto prestigioso, e quando scrivevo l’articolo precedente, assolutamente non volevo diventare la sensitiva o la profeta. Almeno la mia analisi è stata corretta, ma questa consolazione è piuttosto magra. Il Watford ha perso anche al “Selhurst Park” nel peggiore dei modi, avendo ripetere se stesso.
Gli Hornets sono partiti benissimo: Daryl Janmaat ha segnato il gol del vantaggio quasi subito e dopo questo il Watford giocava molto ordinato ed è stato molto attento. Anche Jose Holebas, tornato nei titolari dopo la squalifica di Zeegelaar per il cartellino rosso nella gara contro il Burnley, stavolta era discreto e “pulito”. Vederlo ballare con la palla tra i piedi ma ha fatto molto piacere, perchè mi sembrava sereno e sicuro di se. Conoscendo un po’ il suo carattere, pensavo che potesse trasmettere questa sicurezza a tutta la squadra. Per tutto il primo tempo il Watford era chiaramente superiore al suo avversario, ma non è riuscito transformare questa superiorità in gol. Però c’era una sensazione positiva, la squadra giocava bene, tutto sembrava essere a posto.

Nel secondo tempo i padroni di casa hanno cominciato a giocare più agressivo, cercando di complicare la vita agli ospiti. Il gioco è diventato più duro, più sporco, e da questo momento ho cominciato a dubitare nella possibilità di raggiungere un risultato positivo per gli Hornets. Non sanno reggere alle provocazione, l’ho già scritto qualche volta e posso solo ripetere. Quando l’avversario inizia a giocare duro, i gialloneri rispondono con ancora più grande cattiveria e il gioco diventa brutto, molto brutto. Stavolta, a sorpresa, la fonte del problema è stato non il solito Holebas (o Deeney), ma uno dei più intelligenti giocatori della rosa del Watford: Tom Cleverley. Il calciatore moderno e versatile, una persona positiva e ragionata. Vede molto bene il campo e se commette un fallo serio, lo fa perchè non trova un’altra soluzione. Non è stato il rosso diretto, ma anche con il secondo giallo il risultato non cambia: è l’espulsione. Sicuramente, Cleverley non voleva fare male alla sua squadra, c’era il minuto 87 e forse pensava che gli Hornets potessero vincerla anche senza di lui. Ma gli ultimi minuti della partita sono stati un vero incubo per il Watford. Prima il Palace ha trovato il gol del pareggio e poi, già in pieno recupero, anche il gol del sorpasso. Un disastro…

Dopo la partita, nella sala stampa, Marco Silva ha detto che non era arrabbiato con Cleverley. Era sicuro che il centrocampista abbia trovato la miglior soluzione possibile, c’era niente da fare. Quindi, ha provato solo l’amarezza, solo la delusione, ma nessuna rabbia. E forse la rabbia l’ha doveva provare, perchè ho visto un allenatore deluso e amareggiato ma anche un po’… indifferente, un po’ troppo equilibrato.
Sono assolutamente sicura che il Watford abbia dovuto chiudere questa partita prima, nel primo tempo, quando giocava da primo e concedeva poco. Ma come si dice in Russia, se non segni,  subisci. L’espulsione di Cleverley è stato un problema, certo, ma difatti il vero problema degli Hornets era non aver la forza di chiuderla. La forza di resistere, la forza di fare un muro. Insomma, i problemi di maturità.
… Per qualche ragione non potevo scrivere questo articolo in tempo, ma forse è meglio così. Ero troppo delusa per fare l’analisi, per ragionare. Un mese fa speravo che il Watford non è e non può essere questo. Ma purtroppo ho ragione, la squadra è immatura, l’ha dimostrato nuovamente nella partita contro l’Huddersfield. Ma questa è un’altra storia…

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