Il clamoroso talento di Arthur, centrocampista del Gremio

Pubblicato il autore: Giordano Pizzari Segui

RS – FUTEBOL/CAMPEONATO BRASILEIRO 2017/GREMIO X BAHIA – ESPORTES – Lance da partida entre Gremio e Bahia disputada na noite desta segunda-feira, na Arena, valida pelo Campeonato Brasileiro 2017. FOTO: LUCAS UEBEL/GREMIO FBPA

Arthur Henrique Ramos de Oliveira Melo è un centrocampista Brasiliano del Gremio. Meglio conosciuto come Arthur, si è messo particolarmente in mostra nell’ultima Copa Libertadores, vinta dall'”Imortal Tricolor” (soprannome piú utilizzato per la squadra) guidato dall’ex Roma, Renato Portaluppi.

Gli inizi

Arthur è un classe 1996, ma fino al 2009 gioca nelle giovanili del Goias. Nel 2010, peró, passa al Gremio e inizia la trafila nelle giovanili dell'”Imortal Tricolor”. Esordisce in prima squadra nel 2015, sotto la guida di Luiz Felipe Scolari, e in due anni conquista il centrocampo della propria squadra.

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Le chiavi del centrocampo del Tricolor

Arthur è il punto fermo della mediana del Gremio. Nel 4-2-3-1 di Renato Gaucho, è uno dei due mediani davanti la difesa assieme a Jailson. Fernandinho, Luan e Ramiro sono, invece, i tre trequartisti alle spalle dell’esperto “puntero” Lucas Barrios. Arthur, in quel ruolo, riesce ad esprimere al meglio le sue migliori qualità: la gestione dei tempi di gioco e il recupero di palla. Nonostante i suoi 172 centimetri, il suo grande senso tattico gli da la possibilità di essere un ottimo recuperatore di palloni, pur non essendo la sua qualità migliore. Ciò che più risalta di lui, infatti, sono le sue qualità tecniche. La gestione del pallone è già a grandi livelli, riuscendo sempre a trovare la migliore soluzione con la palla al piede, in quanto bravissimo sia a scaricare il pallone ai compagni più vicini, sia portando palla in solitaria saltando la prima pressione avversaria. Arthur sembra dotato di grande personalità, in quanto, anche in grandi palcoscenici, detta costantemente il passaggio ai compagni per ricevere il pallone sui piedi e gestire i tempi del gioco. Inoltre, a conferma del suo grande carattere, spesso è lui a cercare la giocata per mettere in porta i propri compagni, essendo molto bravo anche nella ricerca della palla lunga. La sensazione è che, se dovesse migliorare la capacità di andare negli spazi oltre a ricevere il pallone tra i piedi, possa entrare di diritto nel palcoscenico dominato dai grandi centrocampisti del futuro. Per ora il Gremio se lo coccola, ma le grandi d’Europa, in estate, potrebbero farci un pensierino. Con un occhio al Mondiale del 2018, in cui Arthur cercherà di insidiare gli “intoccabili” Paulinho e Fernandinho.

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