Il Milan e la pessima idea di affidare la panchina a Gattuso

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

Giorni difficili in casa Milan. Dopo la deludentissima sconfitta contro il Verona, la società ha deciso di sospendere la cena di Natale classica e mandare tutta la squadra in ritiro punitivo. Sembrava essere tornato il sereno dalle parti di Milanello, dopo le due vittorie contro Bologna in campionato e Verona in Coppa Italia ma dopo la sfida di domenica contro gli stessi Scaligeri, nubi oscure sono apparse nell’orizzonte rossonero.

Non solo il Milan ha dovuto incassare un pesante 3-0 contro i veneti ma si è ritrovato, di nuovo, a fronteggiare le critiche dei media che, in questo momento, sono particolarmente pesanti nei confronti della società, la quale ha risposto per le rime sottolineando un accanimento mediatico abbastanza deciso. Inoltre, nella settimana scorsa è arrivata la bocciatura da parte dell’UEFA per il Volountary Agreement, mentre il dg Fassone ha dovuto difendersi da un Silvio Berlusconi infuriato con lui a causa di alcune dichiarazioni che non sono state gradite a proposito dei conti societari.

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Una situazione davvero paradossale quella che sta vivendo il Milan, culminata con le apparenti dimissioni di Gattuso nella giornata di ieri (dimissioni ancora da appurare se verità o meno), che però sono state respinte dalla società. Nel caso in cui l’allenatore calabrese decidesse di andarsene, ci potrebbe essere un clamoroso ritorno di Vincenzo Montella, il quale però non gode delle stime né del club, né dei tifosi.

Milan, da Montella a Gattuso: ecco perchè la scelta è stata sbagliata

Come si dice ormai da settimane, l’errore più grossolano è stato quello di affidare la panchina a Gattuso in un momento sbagliato: Montella aveva cercato di costruire una squadra, non è facile quando si hanno a disposizione tanti giocatori nuovi che devono inserirsi, ma comunque ci aveva provato ed aveva portato il Milan ai sedicesimi di Europa League. Il pareggio contro il Torino è stato fatale per l’allenatore campano che è stato sollevato dal proprio incarico, proprio in un periodo favorevole, dato che il calendario rossonero presentava sfide facili sulla carta e sicuramente alla portata contro Benevento, Rijeka, Bologna, Verona in Coppa Italia e campionato.

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Il problema non è Gattuso in sé, ma il fardello cui è stato sottoposto davvero molto imponente, dato che un allenatore inesperto come Ringhio necessita di tempo per assemblare una squadra quasi completamente nuova, per giunta in un momento  così delicato della stagione, con degli obiettivi prefissati ad inizio stagione che a questo punto sembrano irraggiungibili.

Non si dispone della controprova relativa ad un possibile rendimento migliore con Montella in panchina, ma sicuramente ora Gattuso ha una patata bollente tra le mani e non è facile gestire la pressione della piazza milanista, come già ben sa. Il Milan ha corso un grande rischio che al momento non paga, sbagliando nuovamente la scelta di un avvicendamento in panchina che senza alcun dubbio è stato quantomeno troppo forzato. Insomma il rischio di “bruciare” anche Gennaro Gattuso è davvero alto, così come è accaduto con Seedorf, Inzaghi e Brocchi, i quali potevano avere davanti a sé un inizio di carriera da allenatori decisamente migliore, ma loro malgrado sono stati pesantemente rivalutati a causa di una non brillante esperienza sulla panchina rossonera.

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