Inter, crisi totale: ecco i motivi del periodo no dei nerazzurri

Pubblicato il autore: Jacopo Raspatelli Segui

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La sconfitta contro il Milan è il peggior regalo di Natale che l’Inter potesse ricevere. Dopo la deludente prestazione contro il Pordenone, le sconfitte con Udinese e Sassuolo, l’eliminazione dalla Coppa Italia è solo la ciliegina sulla torta di una periodo nero per l’Inter che va avanti ormai da settimane, precisamente dalla larga vittoria casalinga contro il Chievo per 5-0. Situazione simile a quella dell’anno scorso, infatti, era il 12 marzo quando i nerazzurri si opposero ben 7-1 contro l’Atalanta, da lì in poi solo due punti in otto gare ed Inter che concluse il campionato in settima posizione.

Quest’anno sembrava girasse un’aria diversa, sembrava fosse tornata la vera Inter, sembrava l’anno giusto e invece siamo solo a dicembre ma si respira già aria di crisi. Non solo di risultati (due pareggi nelle ultime cinque gare), ma anche di gioco, di carattere, di identità. Mancano i goal, solo uno segnato negli ultimi 510 minuti e un Icardi sempre meno ispirato a cui manca l’appoggio necessario che nessuno tra Vecino, Borja Valero, Brozovic nè tanto meno Joao Mario è riuscito a dare. E’ proprio il portoghese uno dei peggiori in campo nella partita contro il Milan: lento, spaesato, molle, poco carismatico, è riuscito in tutti i modi ad innervosire i tifosi nerazzurri, soprattutto quando al 59′ ha sprecato un occasione colossale solo davanti al portiere rossonero. Ad inizio anno reclamava più spazio, ora probabilmente le occasioni per lui sono finite del tutto. E’ un Inter che ha perso anche l’unica certezza che aveva, quella della formazione. La difesa cerca ancora una vera affermazione, in particolare sulla fascia sinistra dove hanno giocato Dalbert, Nagatomo, Santon e infine Cancelo, ma nessuno è riuscito a convincere più degli altri.

Spalletti afferma che sembra quasi che arrivati ad un certo livello, ci sia il pensiero che si possa fare meno perché si è già fatto troppo, o comunque abbastanza. Sembra che i giocatori non siano abituati alle altezze della classifica, alla necessità di vincere ogni partita, alla continuità che sta venendo a mancare. Sembra che si siano già accontentati, ma non è lo stesso per il pubblico che partita dopo partita riempie sempre più San Siro, che rivuole quell’avvio di campionato senza sconfitte, vuole tener testa alle dirette concorrenti, vuole vincere anche le partite più complicate. Vuole che questo non sia un anno come tutti gli altri, ma un anno da ricordare.

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