Juventus, caso biglietti-ultrà: la Corte d’Appello della Figc deciderà su Andrea Agnelli entro il 18 Dicembre

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

Il 15 Novembre la Corte d’Appello della Figc aveva rinviato l’udienza su richiesta della difesa del presidente Agnelli affinché fosse possibile reperire un quantitativo maggiore di atti relativi a precedenti casi analoghi. Giunti al 4 Dicembre dopo circa tre ore e mezza di processo la Corte d’Appello della Figc ha dichiarato che deciderà il 18 Dicembre. Queste invece sono state le parole dell’avvocato della società bianconera all’uscita dal tribunale:« La Corte si è riservata la decisione entro il 18 Dicembre, oggi c’è stata una discussione tra accusa e difesa. È un processo ricco di materiale e loro hanno ribadito le richieste iniziali. Se sono ottimista? Lo sono per natura. Figuriamoci se divento pessimista dopo aver sentito questa discussione».

Il caso biglietti-ultrà

Dopo aver appreso che per il caso biglietti-ultrà la Corte d’Appello della Figc deciderà entro il 18 Dicembre ripercorriamo in breve la vicenda.  Andrea Agnelli, attuale presidente della Juventus, era stato accusato, insieme a Calvo (all’epoca dei fatti direttore commerciale della Juve), D’Angelo (ex security manager della Juve) e Merulla (ex responsabile del ticket office dei bianconeri) di aver intrattenuto un commercio illegale di biglietti e abbonamenti con ultras bianconeri ma, cosa ben più grave, anche con esponenti della malavita calabrese. Le accuse mosse agli interessati dalla Procura Federale non sono state per tutti uguali; infatti mentre il presidente Agnelli era stato accusato di “culpa in vigilando” per non aver adempiuto al meglio il suo dovere, in quanto Presidente del club, di evitare che i dirigenti, tesserati e dipendenti intrattenessero rapporti con gli ultras nonché con gli esponenti della criminalità organizzata, gli altri indagati venivano accusati di un reato in questo caso più grave qual era la “condotta commissiva”, ovvero l’aver intrapreso in prima persona i rapporti incriminati con gli ultras bianconeri.

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Di seguito a queste accuse nel Settembre del 2017 iniziò il processo presso il Tribunale Federale Nazionale della FIGC, che vedeva la richiesta del Procuratore Federale Pecoraro di squalificare Agnelli per 30 mesi e di far disputare alla Juventus due turni a porte chiuse per la violazione degli art.1 bis (lealtà sportiva) e art.12 («è vietato contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità, alla costituzione e al mantenimento di gruppi, organizzati e non, di propri sostenitori, salvo quanto previsto dalla legislazione statale vigente». ) del Codice di Giustizia Sportiva. Il Tribunale accogliendo l’accusa mossa dal Procuratore Pecoraro di bagarinaggio, aveva deciso di condannare con una inibizione di 12 mesi  e una multa di 20mila euro il presidente Andrea Agnelli, così come Calvo (ex direttore commerciale della Juve) e Merulla ( ex responsabile del ticket office dei bianconeri) e la società ad una ammenda di 300mila euro.

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Per D’Angelo (ex security manager della Juventus) invece, la condanna era stata di 1 anno e 3 mesi con 20mila euro di multa. Lo stesso Tribunale non aveva dunque avallato tutti i capi di imputazione presentati dal Procuratore Federale Pecoraro, fondando la sua sentenza sulla sola violazione dell’art 12 del Codice di Giustizia Sportiva, in quanto era stato riconosciuto che la Società Juventus aveva venduto biglietti violando il limite massimo per persona (quattro), consentendo così l’attività di bagarinaggio, per un periodo prolungato che andava dalla stagione 2011-2012 a quella 2015-2016, riconducendo ciò ad una strategia della società per «ricucire i rapporti con gli ultras e ad addolcire ogni confronto con i Club, al punto da favorire concretamente ed espressamente le continue richieste di agevolazioni così da rendersi disponibili a scendere a patti pur di non urtare la suscettibilità dei tifosi, il cui livore avrebbe comportato multe e sanzioni alla Juventus». Quindi pur riconoscendo la colpevolezza del presidente Andrea Agnelli  per essere stato a conoscenza degli illeciti compiuti e per non essere intervenuto affinché gli stessi potessero cessare, il medesimo presidente è stato assolto dal Tribunale Federale della FIGC in merito agli eventuali rapporti intrapresi con ultras esponenti della ‘ndrangheta, dichiarando non solo che di queste accuse «Non è stata fornita prova concreta», ma anche che l’imputato «fosse inconsapevole del presunto ruolo malavitoso. Il Tribunale non ritiene quindi sufficientemente provato che una simile frequentazione fosse dotata della contestata consapevolezza dello status di quei tifosi».

Successivamente a quella sentenza entrambe le parti, gli accusatori e gli accusati, non reputatisi soddisfatti avevano deciso di ricorrere in Appello. Andrea Agnelli perché da questa situazione ha subito un danno all’immagine importante, Pecoraro perché convinto che la pena da infliggere al presidente della Juventus debba essere maggiore, certo dei rapporti intrapresi con gli esponenti della criminalità organizzata in merito al commercio illecito di biglietti. Il resto è storia attuale, non ci resta che attendere, dopo il rinvio deciso il 4 Dicembre dalla Corte d’Appello della Figc, che la stessa emetta il verdetto in data 18 Dicembre.

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