Juventus, passa di moda il made in Italy: a Verona si salva solo Chiellini

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

juventus
Juventus, “strage” di italiani: a Verona si salva solo Chiellini. Quell’imprescindibile legame che storicamente tiene uniti la Juventus e la Nazionale Italiana sembra improvvisamente reciso. Perché al Bentegodi, il tecnico dei bianconeri, Massimiliano Allegri, sfoggia un nuovo look per la Vecchia Signora: nella sfida in terra veneta, l’allenatore toscano annovera nell’undici iniziali ben dieci calciatori stranieri. A tenere vivo e acceso il tricolore è solamente il “Giorgione” nazionale, unico superstite di una vera e propria “strage” di atleti originari e/o nativi del Belpaese.
Il risultato ha sorriso alla Juventus, ma resta comunque l’amaro in bocca per una storica società che ha puntato da sempre sulla linea completamente made in Italy, spesse volte pescando talenti che restavano troppo a lungo relegati in squadre di rango minore, contribuendo alla crescita personale e professionale degli stessi.
Ieri sera a Verona, come già in realtà era cominciato nella sfida interna dell’Allianz Stadium di sette giorni prima contro la Roma, si è assistito ad un completo rinnovamento, un trend che sembra mal conciliarsi con una filosofia che per anni aveva dato importanti risultati, specialmente in ambito nazionale.

Leggi anche:  Supercoppa, Juventus-Napoli 2-0: proteste Napoli sull'1-0 e rigore concesso con il Var. Ecco la Moviola

Juventus, l’undici inedito della Vecchia Signora a Verona

Se Buffon è out per un fastidioso infortunio, ecco Szczesny, il primo foreign player nello scacchiere disposto da Max Allegri, con l’italianissimo vice Pinsoglio relegato in panchina. In difesa, come detto, Chiellini tiene alta la bandiera italiana, sommerso dai compagni di squadra stranieri quali Lichsteiner, Benatia e Alex Sandro. Un rinnovamento in positivo per il tricolore si ha solo nella seconda frazione di gioco, nella quale Barzagli rileva proprio lo svizzero. Identica situazione a centrocampo, in cui all’iniziale terzetto Khedira, Bentancur e Matuidi, risolleva le sorti dell’affranta Italia Bernardeschi, subentrato al gioiellino uruguaiano.
Marchisio subentra a Mandzukic, consentendo alla formazione di Allegri di chiudere il match con almeno tre calciatori italiani in campo, considerato che anche il tridente, completato dai restanti Dybala e Higuain, parla poco la nostra lingua. Senza dimenticare che la Juventus annoverava in panchina anche Rugani e Sturaro.
Nella drammatica situazione cui viene a trovarsi il calcio made in Italy, con una cocente esclusione dal prossimo Mondiale di Russia e risultati deludenti negli ultimi anni, la Juventus, che da  sempre, come anticipato, credeva nel talento italiano, sembra dare una netta sterzata, strizzando l’occhio oltre le Alpi, al fine di accaparrarsi successi e visibilità a livello internazionale.

Leggi anche:  Fiorentina, 6 riflessioni in un mercato estivo

Urge di fatto una concreta rivalutazione del potenziale disponibile nel nostro paese, non limitandosi a società che, come la Juventus, da anni investe su atleti italiani: la Serie A ha bisogno di un netto rinnovamento se effettivamente si vuole risalire la china dopo un’annata al di sotto delle aspettative.

  •   
  •  
  •  
  •