Koulibaly crede nello Scudetto: “Sono rimasto a Napoli per fare la storia”

Pubblicato il autore: Diletta Barilla Segui


È uno dei difensori più forti in circolazione e su di lui hanno messo gli occhi tutti i top club europei. Eppure Kalidou Koulibaly ha scelto di restare a Napoli e rinnovare il proprio contratto per poter vincere qualcosa di importante vestendo la maglia azzurra. L’obiettivo, condiviso da tutti – società, squadra, tifosi – è uno: lo scudetto.

Rispondendo alle domande del Mattino, Koulibaly, ripercorre le sue tappe a Napoli. Dall’arrivo, con la chiamata di Benitez ritenuta inizialmente uno scherzo, al momento della firma apposta sul rinnovo del contratto: “Giocavo in Belgio quando mi telefonò Benitez. Pensavo fosse un amico che mi facesse uno scherzo perciò misi giù. Quando il mio procuratore mi disse che era vero, richiamai e mi scusai. E Bruno Satin, che spesso appare come il cattivo, è stato fondamentale nella mia scelta di rinnovare il contratto. Sono rimasto per fare la storia, tutti siamo rimasti per questo motivo. Siamo consapevoli che possiamo e dobbiamo vincere qualcosa“.

L’obiettivo è lo Scudetto, niente più scaramanzia quindi: “Vogliamo restare in alto e questo obiettivo forse ci ha tolto un po’ di lucidità per quanto riguarda i gironi di Champions League. Non sarà facile visto che ci sono 5 squadre in lotta per il titolo. Oltre alla Juventus, quest’anno sono molto forti anche Roma, Inter e Lazio. Il primo posto vale tanto ma dobbiamo essere primi anche a marzo/aprile. Dobbiamo vincere più partite possibili per regalare questa gioia ai tifosi. A Napoli lo scudetto lo aspettano da tanto“.

E se il Napoli è così in alto in classifica e la squadra mette in campo uno dei migliori giochi del’Europa il merito è anche dell’allenatore. Maurizio Sarri è stato fondamentale nella sua crescita ma abituarsi allo stile del tecnico non è stato facile: “Con il mister e con il suo staff sono cresciuto molto. È merito loro: mi hanno spiegato tutti i difetti che avevo. Per crescere bisogna ascoltare le critiche, non era facile da sentire ma necessario. Lo hanno fatto con rispetto, per farmi diventare un giocatore di livello e oggi grazie a loro sono contento e più forte. Poi aiuta avere al proprio fianco un giocatore come Albiol che in carriera ha vinto tanto”.

Koulibaly, dopo i brutti episodi dell’Olimpico, è diventato uno dei volti più noti della lotta al razzismo: “La reazione dei tifosi del Napoli agli ululati della gara con la Lazio è stata fantastica. Mi sono emozionato tantissimo a vedere 60 mila persone con la mia faccia. Ma sto male anche quando negli stadi fanno cori contro la città e contro i napoletani, li vivo allo stesso modo di quelli contro le persone di colore. E pensare che prima di venire qui tutti mi parlavano malissimo di Napoli e invece mi sono integrato benissimo, anche la mia famiglia sta bene. Non abbiamo avuto mai nessun problema“.

L’ultimo pensiero non poteva che volare ai prossimi Mondiali di Russia dove difenderà i colori del Senegal e dove mancheranno i tanti amici che giocano per l’Italia: “Mi spiace che gli azzurri non si siano qualificati. Vedo Lorenzo Insigne in allenamento e partita fare cose fantastiche e non riesco a capire come mai in Russia l’Italia non ci sarà. È il più grande trofeo di calcio e dovrebbe sempre esserci al Mondiale. Io cercherò di arrivarci al meglio per portare alta la bandiera del mio paese“.

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