La Juventus supera il Napoli a domicilio. Allegri Vs Sarri 1 a 0.

Pubblicato il autore: Giovanni Smaldone Segui

Napoli Juventus finisce 0 a 1 e ancora una volta a decidere il match è un goal del grande “traditore” Gonzalo Higuain (5 goal in 5 partite da ex contro il Napoli). E’ innegabile che questa fosse la partita più importante di questi primi 4 mesi di stagione per entrambe le squadre. Il Napoli aveva la possibilità di scavare un solco quasi incolmabile nei confronti dei loro acerrimi rivali bianconeri, mentre la Juventus aveva la possibilità di recuperare terreno e chiarire una volta per tutte se anche quest’anno avrebbe lottato fino alla fine per la vittoria del campionato.
Da una parte il calcio spumeggiante e (soprattutto in questa stagione) efficace di Sarri e dall’altra il pragmatismo e il cinismo di Allegri.

Alla fine ha vinto Max. Perché qualsiasi cosa si voglia dire contro quest’allenatore una cosa è sicura: le partite importanti le prepara sempre in maniera egregia, non lasciando nulla al caso. E se i giocatori lo seguono fino in fondo sacrificandosi tutti per l’interesse comune, la Juventus diventa davvero una macchina quasi perfetta. Nonostante gli infortuni e i vari acciacchi Allegri è riuscito a organizzare una squadra estremamente bilanciata. Capace di coprirsi con tutti gli effettivi e ripartire con estrema efficacia facendo male al Napoli colpendolo proprio nei suoi punti deboli. Quello che ha impressionato di più sono stati i primi 20 minuti. La Juventus faceva girare il pallone da dietro con grandissima qualità chiamando il Napoli al pressing alto; è bastato saltare la prima linea di pressing per ritrovarsi praterie spalancate, come è accaduto nel caso del goal.

In fase difensiva Allegri ha ingabbiato il Napoli facendo enorme densità al centro e scoprendo volutamente le corsie laterali; il Napoli non ha arieti al centro dell’aria e infatti puntualmente tutti i cross arrivati sia da destra che da sinistra sono stati intercettati senza problemi. Le migliori occasioni il Napoli le ha avute a seguito di errori in uscita della Juventus e non grazie alle ben note trame offensive che sono il vero marchio di fabbrica della squadra di Sarri. 
Da non sottovalutare la versione Psicologo di Allegri. Qualcuno ha riconosciuto nel numero 2 della Juventus di ieri sera Mattia De Sciglio? Sembrava un navigato terzino destro con alle spalle centinaia di partite come quella del San Paolo e invece era lo stesso De Sciglio che non giocava nemmeno titolare nel Milan degli ultimi anni. Douglas Costa ha rincorso gli avversari fin dentro l’area di rigore durante tutta la partita, Dybala si è sacrificato su Jorginho non facendolo respirare. Tutti si sono affidati al mister per puntare alla vittoria della squadra. Emblematica è stata una situazione verso la fine del primo tempo quando il gioco era fermo per soccorrere un calciatore del napoli infortunato; tutti attorno ad Allegri in una sorta di Time Out in cui ogni giocatore passava per ricevere le consegne. 
A parte le occasioni che il Napoli ha creato la sensazione è che i partenopei fossero proprio incapaci di far male alla Juventus; si è rivista la caratteristica principale della Juventus  che ha contraddistinto le vittorie di questi ultimi anni. Era la vittoria che ci voleva per rilanciare le ambizioni scudetto della Juventus ed è arrivata proprio nel modo in cui Allegri chiedeva e cioè sofferenza e dedizione. Adesso ad Atene ci si aspetta una Juventus altrettanto attenta e cinica per portare a casa il primo obbiettivo della stagione, la qualificazione agli ottavi di Champions.

Lo sconfitto è senza dubbio Maurizio Sarri. Ancora una volta nelle partite importanti il Napoli viene meno. Negli uomini, nel gioco, nell’allenatore. Sarri ha questa incapacità di cambiare il suo modo di giocare senza sapersi adattare all’avversario che ha difronte. Il Napoli paga sicuramente gli infortuni e la stanchezza di una stagione iniziata ormai 5 mesi fa. Se sugli infortuni nessuno può farci nulla, sulla stanchezza sicuramente gran parte della colpa è del mister. Far giocare sempre gli stessi uomini comporta non solo un estremo logorio fisico ma anche una totale mancanza di autostima in quelli che non giocano mai. Ecco che quindi quando si fa male un titolare, chi deve prendere il suo posto lo fa con l’idea di non essere all’altezza, di essere appunto una riserva.
Se magari si fosse data fiducia a 16/17 giocatori e non soltanto a 12, magari si sarebbe potuto evitare qualche infortunio dovuto alla stanchezza (palese per esempio quello di Insigne di ieri sera) e si avrebbero a disposizione variabili da utilizzare in partite bloccate come quella di ieri sera.

Essere integralisti non paga, magari andava bene 20 anni fa con meno partite da giocare e ritmi molto più bassi, ma adesso servono uomini freschi se si vuole competere fino in fondo per vincere qualcosa.
Perchè Sarri continua a puntare su un giocatore palesemente fuori forma come Hamsik? Callejon è l’ombra di se stesso, sarebbe stato così tanto delittuoso far giocare dall’inizio Ounas? Che fine hanno fatto Rog e Diawara?
Non è vero che la rosa è corta come dice qualcuno che non sopporta il presidente De Laurentis; i giocatori ci sono è l’allenatore che non li fa giocare.

Ecco perchè Allegri ancora una volta ha battuto Sarri, perchè ha la capacità di adattarsi all’avversario che ha difronte.
Del resto in natura soltanto chi si adatta ai cambiamenti è in grado di sopravvivere.
Il campionato è ancora lungo, ne vedremo ancora delle belle

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