L’insostenibile pressione psicologica di Donnarumma ed un tormentone che ricomincia

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

Donnarumma pensa al PSG

Mario Rossi (nome di fantasia) è un uomo di 35 anni, senza lavoro, con una famiglia a carico e con notevoli pressioni psicologiche date dal fatto che non sa come andare avanti e come far vivere in maniera serena i propri cari.
Giovanni Rossi (nome di fantasia, probabilmente parente di Mario) ha 25 anni, è vittima di pressioni psicologiche perchè non riesce a trovare un lavoro, ed è stato costretto ad esiliare e trovare fortune all’estero, lontano dalla propria famiglia e dai propri amici.
Gianluigi Donnarumma (nome reale e riferimento per niente casuale) è un ragazzo di 18 anni che guadagna 6 milioni l’anno per giocare a calcio, divertirsi in tutta serenità e passarsi tutti gli sfizi che la vita gli ha gentilmente riservato: la scorsa estate, anzichè fare gli esami di stato come tutti i suoi coetanei psicologicamente afflitti dalla terza prova e dagli orali,  ha dovuto sopportarsi una vacanza ad Ibiza per liberarsi dalle violenze psicologiche subite durante i mesi di trattative per il rinnovo del suo contratto da calciatore professionista.
Lui, tra selfie in spiaggia e piscina, cocktail e bella vita in generale, ci ha provato eccome a liberarsi da queste violenze…ma niente: ha dovuto firmare un contratto-condanna da 6 milioni l’anno, ha ottenuto tutto quello che voleva, e già che c’eravamo è riuscito pure a far entrare al Milan come terzo portiere  il fratellone Antonio,  regalandogli 1 milione l’anno di stipendio. Alla faccia della meritocrazia.
Insomma, tutti felici e contenti.
Ma le pressioni psicologiche sono una brutta bestia ragazzi: e infatti è tornato tutto.
A rendere la violenza pubblica, c’ha pensato Mino Raiola, che di mestiere fa lo psicologo dei calciatori con grandi abilità anche nel curare il mal di pancia delle stelle.
Parliamoci chiaro: in estate colui che ha perso nella trattativa Milan-Donnarumma è stato proprio il re (alla pari con Jorge Mendes) dei procuratori, il quale era già pronto ad imbastire una super trattativa con i top club d’Europa per il numero 99 rossonero.
Raiola era scettico ad inizio anno sui tanto annunciati risultati eclatanti del Milan:  probabilmente si è voluto (o dovuto) fidare dei rossoneri, ha sperato in un organico nuovo di zecca, salvo avere adesso la conferma dei propri dubbi su una squadra che insegue tutte le big a distanza, e con molta confusione in società.
In più la clausola di rescissione, tanto richiesta dall’agente, (70 milioni con la Champions, 40 senza) è stata discussa a voce si,  ma formalmente non è mai stata scritta da nessuna parte.
Il mancato accordo con l’Uefa poi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Raiola non vede Donnarumma nel futuro del Milan, e probabilmente manco il numero 99 si vede ormai così tanto bene in rossonero.
Prepariamoci dunque all’ennesimo tormentone di mecato, con una novità però: il Milan si sta iniziando a stancare.
Oggi i rossoneri attraverso un comunicato Ansa ovviamente hanno smorzato ogni tipo di polemica, hanno fatto sapere che ci sarà un faccia a faccia col giocatore, ma hanno anche specificato che il ragazzo si muove solo se arriva una clamorosa offerta: piccolissimo segnale d’apertura mai avvenuto in passato.
La dirigenza rossonera sta perdendo la pazienza, perchè il portiere comunque il contratto l’ha firmato, e perchè crede d’aver adempito a tutte le richieste della controparte.
Il fatto di dover cedere un big in caso di mancata qualificazione in Champions, sommato a questo continuo tira e molla, probabilmente, stanno provocando una certa violenza psicologica.
Nel Diavolo però stavolta.

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