Milan-Atalanta, Gattuso: “Non siamo squadra. Non darò mai le dimissioni”

Pubblicato il autore: Diletta Barilla Segui


Non è servito neanche il ritiro imposto dalla società in questi ultimi giorni al Milan per uscire, o almeno tentare di uscire, dalla crisi. L’Atalanta di Gasperini – in una partita dal sapore di derby per il tecnico dei bergamschi – sbanca San Siro con i gol di Cristante e di Ilicic. E pensare che la partita sembrava essersi messa sui binari giusti con il solito Bonaventura che, azzeccando iperfettamente i tempi di inserimento, aveva ribadito in rete una palla rimasta vacante in area di rigore. La gioia dei rossoneri però dura poco, ci pensa il Var a riportare il diavolo alla realtà. Il pubblico del Meazza fischia Donnarumma durante la gara, dopo le polemiche relative al contratto, mentre al triplice fischio la contestazione si estende a tutta la squadra.

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Al triplice fischio dell’arbitro tutto il Milan rientra nello spogliatoio dove si è tenuto un lungo vertice tra l’allenatore Gattuso e i dirigenti Fassone e Mirabelli durato circa un’ora. Dalla porta non trapela nessuna informazione fino a quando il tecnico non è andato a parlare ai microfoni di Premium Sport per le consuete dichiarazioni del post partita. Ovviamente la prima domanda non poteva che riguardare l’incontro appena tenutosi: “Il vertice è stata una cosa normale, abbiamo perso e il pubblico ha contestato. Non si può pensare di continuare la stagione in questo modo. Siamo una squadra fragile“.

Nessun dubbio invece per il tecnico che non pensa alle dimissioni, nonostante le voci circolate negli ultimi giorni: “Sono l’allenatore del Milan, io sono l’ultimo dei problemi. Se lo avessi pensato la situazione sarebbe diversa. Io non darò mai le dimissioni, ho tanto affetto per questa società e non sarò mai un peso. Però pensavo ci volesse meno tempo ma mi sono sbagliato“.

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L’ultima considerazione riguarda la condizione della squadra: “Il problema non è solo la condizione, c’è anche la componente mentale oltre agli epsiodi che in questo momento non ci girano bene. Non abbiamo mai dato la sensazione di essere una squadra compatta. Dobbiamo diventare squadra“.

Adesso per i giocatori ci sarà il Natale da passare con le famiglie – il ritiro è finito, almeno per il momento, come ha dichiarato Abbiati sempre a Premium Sport – dove dovranno cercare la serenità necessaria per ripartire. Ma non c’è tanto tempo, il 27 il Milan è chiamato ad un nuovo esame di maturità e questa volta non può fallire. La Coppa Italia può esser l’obiettivo da centrare per non concludere la stagione in maniera fallimentare e di fronte non ci sarà un avversario qualunque ma l’Inter e c’è da vendicare la sconfitta patita in campionato lo scorso 15 ottobre.

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