Milan, Umberto Lago (ex presidente Uefa): “Le basi per concedere il voluntary agreement c’erano, rischio default pari a zero”

Pubblicato il autore: Andrea Medda Segui


Le basi per concedere il voluntary agreement al Milan c’erano“, parola di Umberto Lago. Per l’economista, nonché padre fondatore del Financial Fair Play ed ex presidente della Camera del Financial Control Uefa, è sorprendente che l’Uefa non abbia concesso al Milan il voluntary agreement: “Mi ha colpito che al club rossonero sia stato chiesto il rifinanziamento del debito prima di emettere il verdetto. Anche perché erano tempistiche impossibili da rispettare: porlo come paletto imprescindibile equivale a renderlo impossibile“.

Secondo Lago, una soluzione, o per lo meno un compromesso, esisteva ma l’idea non è stata neppure presa in considerazione: “Io ti concedo il voluntary e intanto predispongo il settlement: se in primavera non sei in grado di rispettare le mie condizioni e non sei riuscito a rifinanziare, allora passi al settlement“. Stesso discorso in merito alle garanzie presentate da Fassone che però non hanno ricevuto risposta positiva: “La Uefa può chiederne alcune, ma se chiedono l’intera cifra diventa una cosa impraticabile. Per come l’ho visto io, il piano del Milan poteva passare. Va detto che sull’acquisizione del club c’è stata diffidenza da parte di diversi soggetti fin da subito, cosa che può aver pesato sulla decisione”.

Ma proprio sull’acquisizione del club e i dubbi su Yonghong Li da parte del Uefa, l’ex presidente Lago è ben chiaro: “La linea guida da giudicare è il business plan non chi c’è dietro. Se il piano è credibile dovrebbe bastare. Se anche il rifinanziamento non andasse in porto il Milan non fallirebbe: passerebbe a Elliott e la continuità aziendale verrebbe mantenuta“. L’unica possibilità secondo Lago è che “l’Uefa abbia interpretato come molto aggressiva e poco positiva la campagna acquisti estiva fatta dal Milan“.

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