Palermo, istanza fallimentare: ecco i nomi dei tre periti nominati dal Tribunale

Pubblicato il autore: Danilo Servadei Segui


Che ne sarà dell’US Palermo Calcio? È quello che si stanno chiedendo un po’ tutti da un mese a questa parte, soprattutto i tifosi del club rosanero, preoccupati di veder sparire la loro squadra dal calcio professionistico, ed oggi è uscita una nuova puntata legata alle vicende della società gestita da Maurizio Zamparini.

Dopo l’istanza fallimentare presentata lo scorso 18 Novembre dalla Procura di Palermo, che aveva evidenziato un buco nel bilancio pari a 70 milioni, in mattinata sono stati svelati dal Tribunale fallimentare i tre nomi dei periti che cercheranno di evitare il crollo della società siciliana e sono: Saverio Manicelli di Pescara, Angelo Palette, docente universitario di Bologna e Daniele Santoro di Palermo. Il team di esperti dovrà cercare di convincere il Tribunale fallimentare riguardo alla difesa presentata dal patron rosanero e dai suoi legali secondo cui il dilazionare i pagamenti non significa non provvedere affatto agli stessi. Questo, in sintesi, il pensiero che si può ricavare dalla memoria difensiva del club siciliano. I tre periti, quindi, avranno il compito di analizzare la consulenza di Alessandro Colaci che ha lavorato per i pm Andrea Fusco Francesca Dessi e di osservare attentamente i dossier presentati dagli esperti Nicola Ribolla Corrado Ferriani, incaricati del Palermo. Il tutto dovrà essere svolto nei prossimi due mesi, dopodiché si ritornerà a discutere e si deciderà se la società rosanero sia destinata a fallire o se l’istanza sarà rigettata. In ogni caso, i tifosi del Palermo dovranno aspettare ancora altro tempo e, mentre la loro squadra sta lottando per la Serie A, dovranno convivere con la preoccupazione di poter sparire, sportivamente parlando.

Al di là della tesi difensiva sostenuta dal Palermo, però, va detto che se ci si trova in questa situazione, la colpa è solo di Zamparini. Il patron avrebbe dovuto lasciare le chiavi della società già dall’inizio della stagione ma, dopo un lungo tiro e molla con Paul Baccaglini che è saputo di presa in giro verso i tifosi, ha deciso di interrompere tutte le trattative, tenendosi la società ed i suoi debiti, definendo l’offerta di Baccaglini “indecente”. Dopo gli anni d’oro vissuti tra il 2005 ed il 2011, con il Palermo che centrò per ben cinque volte la qualificazione alle coppe europee, la sua presidenza ha visto più ombre che luci, con due retrocessioni ed un via vai di allenatori continuo che non ha dato stabilità alla società, danneggiando inevitabilmente anche la situazione finanziaria del club. Già dall’inizio del 2017, Zamparini avrebbe dovuto lasciare la società ed invece, quando siamo quasi nel 2018, si trova ancora lì, anche se ad Ottobre aveva annunciato di voler cedere nuovamente la società. Come detto, bisognerà aspettare i prossimi due mesi per capire le intenzioni del presidente del Palermo che, in caso di istanza rigettata, dovrebbe lasciare la carica, mentre in caso contrario sarà visto come unico artefice del fallimento della società, avendo insistito tanto per non cederla. D’altronde, dice il proverbio, “a tirare troppo la corda, prima o poi si spezza” e Zamparini ha già tirato fin troppo

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