Roma, il ds Monchi: “Dobbiamo vincere un titolo”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui


L’attuale Direttore Sportivo della Roma Monchi ha rilasciato un’intervista al giornalista spagnolo Alberto Gallego dove ha avuto modo di affrontare temi più vari inerenti sia alla sua vecchia avventura al Siviglia, dove ha lasciato una parte del suo cuore, sia a quella attuale all’AS Roma. Monchi in questa chiacchierata ha avuto modo di affermare come sia importante per lui il suo metodo di lavoro, tanto da ritenere che nel caso in cui dovesse cambiarlo non garantirebbe la stessa efficacia che lo ha contraddistinto in questi anni, e che gli ha permesso di chiudere trattative importanti evidenziatesi soprattutto per l’eccelso rapporto qualità prezzo (in Italia abbiamo un certo Sabatini che utilizza più o meno con lo stesso modus operandi). Ricordiamone alcune.

Ai tempi del Siviglia Monchi si è messo in mostra per ever acquistato giocatori del calibro di Dani Alves, prelevato dal Bahia per soli 500mila euro e rivenduto al Barcellona per circa 36 milioni di euro, diventando uno dei terzini più forti al mondo in assoluto. Poi abbiamo Sergio Ramos, anche lui non ha bisogno certo di presentazioni, cresciuto nel vivaio del Siviglia e poi venduto per 27 milioni di euro al Real Madrid. Rakitic è un altro nome importante, infatti anche lui è stato scovato da Monchi allo Schalke (dove era arrivato come promessa senza però mantenere le aspettative) che lo vendette con piacere per 2,5 milioni alla squadra spagnola. Dopo tre stagioni e mezza al Siviglia, maturato tecnicamente e tatticamente, è stato acquistato dal Barcellona per 18 milioni diventando una pedina fondamentale del centrocampo blaugrana capace poi di vincere tutto negli anni a seguire. E poi ce ne sono tanti altri come Jesus Navas, Keita, gli stessi Perotti e Fazio (attualmente giocatori della Roma), tutti grandi colpi di un genio qual è Monchi nello scovare talenti.

Tornando all’intervista, queste sono state le sue dichiarazioni: «Non ho uno standard di squadra dove mi piace lavorare – spiega il dirigente -. Ora sto alla Roma perché mi lasciano lavorare come lavoravo al Siviglia. Io ho un metodo, se non lavoro così non valgo nulla.  Ma se la Roma mi ha chiamato è perché conosce la mia forma di lavorare, non devo cambiare, qui posso essere Monchi. Nel mio team ci sono molte persone, principalmente impiegate nello scouting. Dividiamo l’anno in due parti: in una vediamo le partite di calcio in generale, nell’altra siamo più concreti e osserviamo i giocatori che abbiamo selezionato».

Per quanto riguarda gli obiettivi invece, il ds Monchi ha dichiarato:” Dobbiamo vincere un titolo. Nella Roma questo non si può eludere: è un obiettivo”. Aggiungendo:” La Roma storicamente è una società che ha esigenze molto alte. Un club dove si percepisce la pressione e la necessità di ottenere grandi risultati. Il mio obiettivo è quello di consolidare un progetto che è stato già vicino a conquistare qualcosa. Devo  mantenere questo progetto in alto e cercare di dargli una consistenza e uno stile.  

Concludendo sul derby Monchi ha affermato: “Non è stato il primo perché quando arrivai l’anno scorso ne giocammo uno, purtroppo perso. Ovviamente questo l’ho vissuto con più intensità. Posso dire che sto cominciando a viverlo davvero come un derby, anche se mi risulta ancora un po’ difficile visto che il rapporto con la città non è così forte come a Siviglia. Ma durante la settimana del derby ho cominciato a rendermi conto di cosa sia. Al supermercato la gente mi fermava per chiedermi “Direttore questa partita dobbiamo vincerla”. Così anche al ristorante e per strada. Nel campo l’ho percepito moltissimo vedendo come i giocatori celebravano la vittoria e come lo facevano i tifosi. Credo che sia simile a quello di Siviglia, perché sono due tifoserie calde. Questo lo abbiamo vinto e quindi bene così, è stata una bella esperienza”.

Per la partita di questa sera poi il ds Monchi ha espresso così sui social il suo pensiero: «A volte non c’è nessuna prossima volta, nessuna seconda possibilità, nessun timeout. A volte è ora o mai più»- 

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: ,