Roma, Monchi frena sul rinnovo di Eusebio Di Francesco

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

Monchi frena su Di Francesco
Il direttore sportivo della Roma ha presentato ieri il suo libro “Monchi-I segreti del Re Mida del calcio mondiale” presso la Nuvola dell’EUR. In questa occasione il ds della Roma si è lasciato ad una lunga intervista condotta dal giornalista Paolo Condò, durante la quale Monchi ha parlato soprattutto del suo metodo di lavoro, non tralasciando però altre questioni come il possibile rinnovo di Eusebio Di Francesco.

Proprio su quest’ultimo argomento il ds della Roma ha pronunciato parole inaspettate per i tifosi  giallorossi. Infatti con queste affermazione Monchi frena sul rinnovo di Eusebio Di Francesco: “Siamo molto felici di Eusebio. Abbiamo fatto una scelta importante, credo che parlare di un nuovo contratto sia prematuro. Non c’è miglior contratto che la fiducia di entrambi. I contratti si stracciano, i rapporti no.

Poi Monchi ha continuato parlando del suo metodo di lavoro e, facendo un paragone con i suoi colleghi magari più talentuosi di lui nello scovare giocatori interessanti, ha avuto modo di sottolineare che secondo lui il primo aspetto fondamentale dell’ormai noto “metodo Monchi” sia il rapporto diretto con i calciatori e l’allenatore: “Le due cose importanti del mio metodo sono il lavoro e il rapporto diretto con calciatori e allenatori. Sono sicuro che ci sono tantissimi direttori che sanno scovare meglio di me i calciatori, ma credo che questo rapporto diretto sia la cosa  più importante ed è in questo che sono stato più forte. C’è una gerarchia, ma credo che bisogna essere tutti allo stesso livello, perché se il direttore riesce a capire quali sono i problemi è più facile trovare le soluzioni”. Infatti Monchi si contraddistingue per l’atteggiamento che assume quotidianamente con la squadra, sembrando quasi un membro dello staff tecnico: mangia con i calciatori, è spesso presente negli spogliatoi, è lui ad andare a parlare con Eusebio Di Francesco piuttosto che convocarlo nel suo ufficio, come invece faceva il vecchio ds della Roma Sabatini.

Leggi anche:  Roma-Spezia: ecco la decisione del Giudice Sportivo

Il ds giallorosso, in merito ai suoi collaboratori, sottolinea l’importanza rivestita dagli osservatori: “Per me è sempre stato importante guardare il calciatore dal vivo. Per questo ho bisogno di tanti osservatori. A Siviglia ne avevamo sedici, qui a Roma ne abbiamo già dieci e stiamo migliorando. A Roma Walter Sabatini ha fatto un lavoro grandissimo, hanno sempre lavorato bene sul mercato. Ma sono arrivato qui per fare quello che ho fatto prima”.

Sul perché ha scelto la Roma, Monchi risponde: “Pensavo di trovare un posto simile a Siviglia e devo dire che non mi sono sbagliato perché sto lavorando con la stessa autonomia e responsabilità che in Spagna. Ero convinto che la Roma fosse il posto più interessante e adatto alla mia forma di lavorare”.

Non poteva di certo mancare la domanda su Totti, tra l’altro autore della prefazione del suo libro: “Il rapporto è buono, sono arrivato nel momento meno indicato, ma lui mi ha reso le cose facili. Per me non era facile nella prima conferenza stampa comunicare la notizia dell’addio al calcio di Francesco. Prima gli ho parlato. Oggi stiamo lavorando insieme e credo che lui sia contento perché comincia a capire qualcosa che per lui è nuovo. Possiamo fare cose importanti  insieme”.

Infine, il ds giallorosso così ha risposto alla domanda di Condò sul cammino in Champions della Roma e su quali, secondo lui, sono stati gli input di un simile andamento: “manca ancora qualcosa per dire il mio pensiero: la partita di Verona”. Il riferimento è a tutte quelle volte in cui la Roma è stata preda di cali di tensione che l’hanno spesso portata a delle brutte figure. A conferma di ciò Monchi continua: “Se vinciamo contro il Chievo, credo che sarò più contento rispetto a martedì perché sarebbe uno step ancora più importante nella crescita della società. Dobbiamo continuare a lavorare per arrivare a quello che i tifosi vogliono: sono felici per la Champions ma sicuramente si aspettano qualcosa di più”.

 

  •   
  •  
  •  
  •