Un anno di sport, i top e i flop del 2017

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


Sta per chiudersi il 2017. Tra una settimana ci troveremo catapultati nel 2018, l’anno dei mondiali senza Italia, cosa che non accadeva da esattamente 60 anni. Sarà l’anno in cui il Napoli in Serie A proverà a fermare l’egemonia della Juventus campione d’Italia per sei stagioni consecutive entrando di fatto nella storia. Sarà anche l’anno in cui la Ferrari proverà il riscatto dopo un’annata amara, apertasi benissimo per i tifosi del Cavallino ma che non è terminata come ci si aspettava, con le Mercedes e con Lewis Hamilton nuovamente sugli scudi e campione del mondo per la quarta volta in carriera. Il 2017 verrà ricordato come l’anno in cui il pilota della Honda Marc Marquez riscrive la storia, vincendo il suo sesto titolo mondiale, il quarto in MotoGP. Ma bisogna anche ricordare la finale di Cardiff con la Juve che perde malamente contro il Real Madrid la finale di Champions League, la seconda in tre anni.
Rivediamo in breve i top ed i flop dell’anno solare 2017;

UN ANNO DI SPORT, I TOP

  • Juventus: la cavalcata degli uomini di Allegri è stata trionfale, complice anche un campionato di Serie A abbastanza monotono. Sfilato Pjanic alla Roma e Higuain al Napoli, per la Juve è stato abbastanza semplice mettere le mani sullo scudetto, anche se Roma e Napoli hanno impensierito la Vecchia Signora nelle ultime giornate. Sei scudetti consecutivi, impresa mai riuscita nella storia della Serie A, nonostante un gioco non proprio brillante, da parte della squadra di Allegri;
  • Mercedes: non fa più notizia ormai. Il monopolio della scuderia di Stoccarda in Formula 1 è totale, al limite dell’imbarazzante. Dal 2014 solo la Mercedes ha vinto campionato piloti e costruttori, merito soprattutto di uomini ed ingegneri che hanno costruito una vettura imbattibile ed affidabile. Dopo un inizio in cui la Ferrari sembrava potesse tornare al successo dopo 10 anni, la Mercedes con Lewis Hamilton ha disputato una seconda parte della stagione davvero incredibile ed impressionante;
  • Marc Marquez: semplicemente il Top della MotoGP. Ha meritatamente vinto il mondiale contro un grandissimo Andrea Dovizioso che ha avuto il merito di riportare in alto la Ducati, provando a conquistare il titolo mondiale fino all’ultima gara. Ma Marquez è stato una belva, ha amministrato quando doveva amministrare ed ha spinto quando doveva spingere, da perfetto campione del mondo. Sei titoli, quattro nella classe regina. Con questi numeri e con questo ritmo, il “cabroncito” frantumerà tutti i record;
  • Ducati: finalmente è tornata la scuderia di Borgo Panigale. Era dai tempi in cui l’australiano Casey Stoner dominava in MotoGP che la Ducati non vinceva 6 gran premi in una sola stagione. Gran parte del merito va ad Andrea Dovizioso, che ha guidato con sensibilità e con il cuore in mano. Peccato per l’epilogo, DesmoDovi meritava certamente di più;
  • Real Madrid: ha vinto tutto ciò che era possibile vincere. Campionato, Supercoppa Europea, Supercoppa Spagnola, Champions League e Mondiale per Club. E’ probabilmente la squadra più forte di tutti i tempi, e con un certo Cristiano Ronaldo in formazione, non può essere altrimenti. Nella finale di Champions League, i Blancos hanno distrutto la Juventus 4-1, in una partita straordinaria. Nella finale di Supercoppa Spagnola, il difensore del Barcellona Piqué ha parlato così del Real Madrid: “ci hanno fatto ballare”. La sintesi perfetta per spiegare la grandezza di questa squadra.
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UN ANNO DI SPORT, I FLOP

  • Ferrari: campionato iniziato con grandi proclami, con grande entusiasmo per quelle vittorie di forza ottenute sulla Mercedes. Poi il crollo nella seconda parte di stagione, complici errori dei meccanici, errori dei piloti, sfortuna. Probabilmente la Ferrari non avrebbe vinto lo stesso il mondiale, ma quantomeno avrebbe potuto giocarsi il campionato fino all’ultimo giro ad Abu Dhabi. Ma come si dice il gioco non vale la candela…;
  • Juventus: a Cardiff la squadra di Allegri è arrivata sulle ali dell’entusiasmo, anche con un po’ troppa presunzione ed alla fine, il Real Madrid ha riportato sulla terra i bianconeri. Un 4-1 senza repliche e la Juve è tornata a casa ancora una volta senza la coppa dalle grandi orecchie, per la settima volta nella sua storia. Tante storie circolano su una presunta lite avvenuta all’interno dello spogliatoio della Juve, ma alla fine sia successo quel che è successo, hanno trionfato Ronaldo e compagni;
  • Milan: al momento la società rossonera non sta vivendo una grande annata, anzi tutt’altro. La stagione è iniziata sotto i migliori auspici, complice anche un mercato faraonico che ha illuso i tifosi. Purtroppo però sono sorti tanti problemi, sia a livello societario che a livello di campo ed a farne le spese è stato Vincenzo Montella, esonerato a fine novembre, sostituito da Gennaro Gattuso. La situazione però non è migliorata affatto, ed ora il quarto posto è troppo distante per essere raggiunto, e la possibilità di entrare a far parte della zona Europa è molto remota. Si spera che nel 2018 il Milan possa almeno cambiare marcia per provare a togliersi qualche soddisfazione;
  • Napoli: il Napoli avrà anche un gioco bello e spumeggiante, ma aveva quantomeno il dovere di accedere agli ottavi di Champions League. Ma la banda di Maurizio Sarri non è stata in grado di superare due avversarie alla portata, come Shakhtar Donetsk e Feyenoord ed è stata “retrocessa” in Europa League. Ora i partenopei sperano di tornare a vincere in Italia, dopo un digiuno lungo quasi 20 anni;
  • Italia: la palma di miglior flop del 2017 lo conquista la Nazionale italiana guidata da Gian Piero Ventura. Il 2018 sarà l’anno dei mondiali senza Italia, cosa che non accadeva da Svezia 1958, ma gli azzurri sono riusciti in una grande impresa, quella di non qualificarsi dopo 60 anni. Una squadra senza anima e senza gioco, costituita da poca corsa e poche geometrie. La peggior figura però spetta a Ventura, il quale dopo il flop avrebbe dovuto ammettere il fallimento e dimettersi all’istante, anziché attendere la buonuscita di €800.000. Male anche il presidente federale Carlo Tavecchio, anche lui responsabile della situazione calcistica italiana.
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