VAR, il bilancio della prima metà della stagione di Serie A

Pubblicato il autore: Peppe Fiorino Segui

Il VAR è stato il vero protagonista del girone di andata del campionato di Serie A

Come tutte le cose anche il VAR ha i suoi pro e i suoi contro e divide gli addetti ai lavori e ovviamente non può essere perfetto e impeccabile, anche perché l’ultima decisione, soprattutto su episodi dubbi, spetta al direttore di gara che ne dà un propria interpretazione.
Fin dalla prima giornata ci sono state lamentele, ad esempio la Fiorentina che non ha gradito l’uso nella sfida contro l’Inter in quanto avrebbe penalizzato la squadra viola. Anche Roma e Juventus tramite i rispettivi allenatori hanno espresso la loro contrarietà, con argomenti a volte discutibili. Tutto sommato, però, l’assistenza tecnologica aveva sbagliato pochissimo, evitando in molti casi errori arbitrali che avrebbero condizionato il risultato delle partite. L’ex arbitro Rosetti aveva espresso con i fatti come questo strumento ha aiutato la classe arbitrale a commettere meno errori e recentemente anche Rocchi di Firenze aveva sottolineato l’importanza che ha il VAR, senza essere troppo invasivo, ribadendo che alla fine decide sempre l’arbitro e la tecnologia serva solo come supporto nel caso una situazione non venga vista o venga valutata in modo errato. Fino alla sedicesima giornata sembrava che fosse filato quasi tutto liscio, ma le ultime tre gare hanno visto più polemiche a riguardo: in tanti casi le squadre avevano chiesto che si facesse meno ricorso alla moviola, ma nel momento in cui ciò è accaduto si è chiesto l’uso a causa di alcuni errori. Ad esempio il Crotone si è lamentato moltissimo sia con il suo allenatore Zenga sia con il presidente Vrenna per un tocco di mano di Mertens nell’area del Napoli che è sembrato evidente e avrebbe dovuto sancire il rigore per i calabresi. Anche la Roma è tornata a lamentarsi a causa di due reti annullate contro il Sassuolo che hanno influito sul risultato, la gara è terminata in parità, e uno dei due è sembrato regolare. Come detto gli errori ci possono stare, ma sono stati anche evitati: è il caso di InterLazio dove Rocchi aveva fischiato un rigore ai biancocelesti per mani di Skriniar, ma il replay ha mostrato come il difensore avesse respinto il pallone prima con il piede e successivamente era rimbalzato sul braccio, ma il tocco è del tutto involontario. Il tecnico laziale Simone Inzaghi, però, ha tuonato davanti alle telecamere perché nella gara contro il Torino la sua squadra era stata penalizzata per il mancato ricorso alla tecnologia e chiedeva lo stesso trattamento, questa volta in suo favore, lamentando due punti in meno per questa partita. Sarebbero stati invece due punti immeritati in questo caso, perché, come ha fatto notare anche Costacurta al tecnico laziale, il rigore era inesistente.
Il designatore Rizzoli sta pensando ad alcuni miglioramenti da introdurre nel nuovo anno, ma in diversi, anche tra i tifosi, sperano che questo strumento venga abolito. La classe arbitrale ha già fatto sapere che non si tornerà indietro, hanno accolto con favore l’aiuto del VAR perché li aiuta a sbagliare meno, anche se a volte hanno avuto bisogno di qualche minuto per decidere, situazione che non è piaciuta molto. Al giro di boa il bilancio, però, rimane positivo ed il campionato sembra più competitivo ed emozionante, con un rassicurante 30% circa in meno di errori rispetto ai precedenti campionati, quindi valutazioni più giuste riguardo a calci di rigore, fuorigioco (spesso negli anni precedenti la terna arbitrale aveva avuto difficoltà nel valutare correttamente questa situazione) e infrazioni non viste a velocità normale che hanno portato poi a marcature. Nonostante le polemiche si può affermare che l’assistente tecnologico si è comportato bene, sperando in un miglioramento per il girone di ritorno e la fase decisiva del campionato.

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