Verona: il punto dopo il 2-2 di Ferrara con la Spal

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Rabbia, sconforto, delusione, ma anche speranza. Sono queste le sensazioni in casa gialloblu dopo l’incredibile pareggio di domenica in casa della Spal di Semplici, anch’essa squadra neopromossa. E’ un 2-2 che ricorda il pari dell’Hellas in casa del Torino: allora (era il primo ottobre)fu la squadra di Pecchia a cogliere il clamoroso pari in zona Cesarini contro ogni tipo di pronostico. Ieri invece è stata la squadra scaligera a patire la rimonta dei ferraresi, anche se poco dopo il rigore del pareggio di Antenucci, Romulo ha avuto la palla del 2-3. Vengono i brividi a pensare che il Verona, a 5′ dalla fine del tempo regolamentare, fosse in vantaggio per 0-2 ma le partite, si sa, durano 90′ e anche oltre, vista la tendenza attuale a dare spesso un abbondante recupero. Guardando indietro, il trittico di partite con Sassuolo-Genoa-Spal era appetitoso ed era un’occasione per fare punti: sono stati meno di quanto si poteva fare (solo 4 in tre gare) ma adesso bisogna guardare avanti e partire dalla prestazione di ieri valutando sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Intuizione felice di Pecchia è stata quella di collocare Romulo a ridosso delle punte, e i risultati si sono visti, come il 4-2-3-1 che ha sorpreso la squadra di Semplici. E’ apparso decisamente in progresso Cerci, che può essere il leader della rimonta gialloblu e il portiere Nicolas è apparso maggiormente sicuro. Bene anche Caceres (in gol domenica ) e Verde. Migliora anche Kean e questa è una nota da sottolineare. Quello che è certo è che alcune ingenuità, come quella che ha regalato il rigore alla Spal, vanno evitate. Un dato curioso invece è notare come fuori dalle mura amiche l’Hellas renda di più di quanto non faccia in casa: su 10 punti ben 6 sono stati ottenuti in trasferta.

Leggi anche:  Cruciani scatenato sull'Inter: "Le sue sorti dipendono da un cretino, fa un po’ ridere e un po’ preoccupare. Conte ha torto marcio..."

Sarà importante ottenere punti al Bentegodi se si vorrà ottenere la salvezza. Il prossimo trittico, che chiuderà il girone di andata, non si prospetta affatto facile: due gare interne con Milan e Juventus, intervallate dalla gara della Dacia Arena con l’Udinese. La squadra di Gattuso ha battuto (seppur di misura e a fatica) il Bologna di Donadoni ed è in ripresa: ci vorrà un super Verona per ottenere i tre punti, che potrebbero essere un vero tonico per la classifica. L’Udinese, che di recente ha cambiato allenatore, ha battuto domenica il Benevento ma viaggia a corrente alternata: due sconfitte interne di fila prima dei successi con Crotone e appunto con la squadra campana. La gara sarà insidiosa ma sembra alla portata del Verona, che è in miglioramento, anche in fase offensiva: nelle ultime sei gare, la squadra di Pecchia è andata a segno in cinque occasioni. Chiusura il 30 dicembre, con la gara interna con la Juventus di Allegri. Il dato che fornisce un barlume di speranza è costituito dalla scarsa lunghezza della classifica: la quart’ultima, il Crotone di Walter Zenga, ha solo due punti in più del Verona. Avanti quindi, a tutta forza, per non smettere mai di crederci.

  •   
  •  
  •  
  •