Werner, pericolo tedesco per il Napoli. Montano non è ancora stanco di giocare

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui


Werner, il tedesco volante sulla strada del Napoli
. A 21 anni ha già più di 150 partite giocate da professionista e 45 gol segnati. E’ Timo Werner il simbolo dell‘RB Lipsia, squadra tedesca che affronterà il Napoli nei sedicesimi di Europa League. Non solo, Werner alla sua giovane età ha già segnato 7 gol nelle 10 presenze collezionate con la Germania di Loew. Un predestinato del gol, uno che ha iniziato giovanissimo a segnare in Bundesliga. Il 1º agosto 2013 è diventato il più giovane esordiente nella storia dello Stoccarda, avendo disputato la sua prima partita in Europa League all’età di 17 anni, 4 mesi e 25 giorni. Sedici giorni più tardi debutta anche in Bundesliga contro il Bayer Leverkusen. Il 22 settembre segna il suo primo goal da professionista ai danni del Eintracht Francoforte.  Il 10 novembre, grazie alla doppietta con il Friburgo, diventa il calciatore più giovane a segnare due gol nel campionato tedesco nella stessa partita.

Leggi anche:  Gol più veloci della storia Serie A, Lozano agguanta il podio: ma comanda Leao

Un po’ Rudi Voeller un po’ Gerd Muller, Werner è un attaccante molto rapido e bravo tecnicamente. Il Lipsia, al debutto, non è riuscito a qualificarsi agli ottavi di Champions League, ma vuole farsi onore in Europa League. Werner è balzato agli onori della cronaca per aver chiesto la sostituzione nel match contro il Besiktas della fase a gironi. L’attaccante del Lipsia era infastidito dal troppo rumore fatto dai tifosi turchi e ha chiesto così il cambio. Al di là di questo curioso episodio Werner resta uno dei talenti più luminosi del calcio tedesco. Probabilmente sarà lui il centravanti della Germania in Russia. I tedeschi dovranno difendere il titolo conquistato in Brasile nel 2014. Werner sarà in prima fila, ma prima vorrà portare il Lipsia sempre più in alto, anche in Europa. Il Napoli è avvisato.

Leggi anche:  Cagliari, si riparte da Di Francesco

Werner sfida il Napoli, Montano è ancora un giocatore vero

Quando arrivò poco più che 16enne al Parma in molti pensavano di aver scovato l’erede di Asprilla. In effetti Johnnier Montano all’inizio della sua avventura italiana stupì tutti per le sue doti tecniche. Il Parma decise di mandarlo in prestito al Verona. I gialloblu allenati da Malesani erano una squadra giovane e tecnica con i vari Mutu, Camoranesi e Gilardino. Dopo uno strepitoso girone di andata, incredibilmente i veneti retrocessero e Montano fece ritorno al Parma. Nella stagione 2001/2002 il colombiano viene mandato a Piacenza, dove gioca un ottimo avvio di campionato. Ma durante la pausa natalizia Montano sparisce. I biancorossi decidono di rimandare indietro il giocatore al Parma.

I ducali lo spediscono in Sudamerica in attesa che scada il suo contratto, nel 2006. Il colombiano comincia un girotondo di squadre. America Cali, Independiente Santa Fe, Al Wahkrah, Cortulua, Sport Boys, Allianza Lima, Konyaspor, Allianza Lima, Universidad San Martin, Melgar, ancora Alianza Lima e di nuovo Sport Boys. Colombia, Qatar, Bolivia, Perù, roba da far invidia ai migliori esploratori. Oggi a 35 anni Montano vive gli ultimi lampi di una carriera di calciatore che poteva essere ben diversa con un’altra testa. Ma forse non ci ricorderemmo di lui. Montano? Ah si quello che è sparito dopo un Natale in Colombia. Altro che cinepattoni, la vita del talentuoso Johnnier è stata più movimentata di un film. 

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: