Cassano: “Senza Totti guardo il 40% in meno di partite. Se si ritira Buffon mi do all’ippica”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

È tornato a parlare el pibe di Bari Vecchia, Antonio Cassano. Ospite del programma condotto da Pierluigi Pardo, Tiki Taka, l’ex fantasista tra le altre, di Roma, Inter, Milan, ha affrontato due tematiche di stretta attualità : il ritiro di Buffon e gli errori del Var. Cassano in merito al possibile addio al calcio giocato del suo amico Gigi ha dichiarato: “Secondo me Gigi prima era convinto di smettere, ora ha mille dubbi in testa. Non è ancora arrivato il suo momento, può ancora fare la differenza, ama il calcio ed è giusto che continui, come insegna Roger Federer. Già l’anno scorso con il ritiro di Totti guardo il 40% di partite in meno, se mi togliete anche Buffon mi do all’ippica. Io ho pianto solo per due: Totti e Federer”.

Significative, poi, sono state le parole di Cassano sul Var. L’ex calciatore ha mostrato un certo scetticismo circa l’uso della tecnologia in campo che, ricordiamo, in questa settimana ha fatto più danni che altro. L’errore più clamoroso è stato senza dubbio, quello sul gol di Cutrone in Milan-Lazio. Ma non purtroppo non è stato l’unico: infatti anche in Crotone-Cagliari è stato annullato un gol regolare ai padroni di casa al 90′ che avrebbe valso loro la vittoria; oppure in Napoli-Bologna, i partenopei hanno ricevuto l’ennesimo favore arbitrale in questa stagione quando Mazzoleni ha deciso di concedere loro un rigore (molto generoso) per il presunto fallo subito da Callejon, e quando non è stato concesso il penalty al Bologna per un vistoso fallo di mano di Koulibaly. Dunque, Cassano la pensa così sul Var “Non mi piace, è una pagliacciata. Io lo toglierei, non si può più esultare e ogni decisione fa perdere troppo tempo. Lasciamo sbagliare gli arbitri, non c’è problema, l’importante è che si facciano le cose in buona fede. Gli arbitri sbagliano, chi è bravo continua e chi è scarso cambierà lavoro”.

Sul suo possibile ritorno Cassano dice: “Partiamo dal presupposto che ho una moglie meravigliosa e due figli che amo alla follia e che quindi a casa sto bene. Però vorrei un’ultima sfida, vorrei qualcuno che si fidi di me e mi dia un’ultima occasione senza paura delle ‘cassanate’. Ma l’occasione la vorrei scegliere io, non voglio andare in Cina o in Brasile, vorrei restare vicino a casa in Italia. Se dovesse venire fuori qualcosa di bello e che mi possa far divertire ben venga. Vorrei un allenatore che si fidi al 100% di me e una società che creda in me, con gran divertimento, io non gioco per i soldi. Un ritorno a Bari? Poi sarei troppo lontano dai miei figli e da mia moglie. Quanti rimpianti ho della mia carriera? Zero, perché sono stato felice di tutto tranne l’errore con Garrone. Poi io sono così, non voglio capi ne padroni, se a alla gente sta bene quello che faccio, bene, se no va bene lo stesso. Ho sprecato tanto in carriera ma ora ho una famiglia, ho messo in disparte le stupidate e sono felice così. Io sono così”. 

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