Roma, Florenzi: piccolo Callejon o grande terzino?

Pubblicato il autore: Samuele Zagagnoni Segui

A tre giorni dal big math della ventunesima giornata che vedrà di scena Inter e Roma, la squadra giallorossa, oltre a fare i conti con la crisi di risultati in cui è incappata nell’ultimo periodo, si trova a far fronte al possibile forfait di Diego Perotti per un problema al bicipite femorale della coscia destra.

L’infortunio dell’argentino, che sicuramente complica i piani offensivi di mister Eusebio Di Francesco, rappresenta una spinta ulteriore per il già preventivato  spostamento di  Alessandro Florenzi nel terzetto offensivo (probabilmente completato da Edin Dzeko al centro e Stephan El Shaarawy a sinistra). Da questa situazione trae nuova linfa il solito enigma che va ormai avanti da anni:  Qual è il vero ruolo di Florenzi?

Florenzi, la doppia invenzione di Rudi Garcia

Esclusi i primi anni da centrocampista, nelle ultime stagioni Alessandro Florenzi è stato impiegato da terzino destro (soprattutto) o da esterno offensivo del tridente.
Il passaggio da centrocampista ad esterno alto lo si deve ad un’intuizione di Mister Garcia che, nella stagione 2013/2014, sceglieva il giocatore per completare il tridente offensivo composto da capitan Totti (centrale) e Gervinho (a sinistra). Il calciatore oltre a garantire equilibrio, assicurava alla squadra un numero di goal e assist discreto. La stagione, infatti, si concludeva con 6 goal e 7 assist.  Al termine della stessa, però, il mister individuava l’esterno destro offensivo come ruolo da rafforzare per puntare allo scudetto.
A parere dell’allenatore, infatti, sebbene Florenzi  ricoprisse quella posizione in modo egregio, non garantiva all’attacco la  necessaria incisività  ed imprevedibilità quando le squadre avversarie, come spesso accadeva, si schiacciavano davanti alla propria porta. In effetti, il giocatore ha sempre evidenziato di trovarsi maggiormente a suo agio in presenza di ampi spazi che gli possano consentire di effettuare i suoi eccellenti inserimenti senza palla. Inoltre, il mister individuava alcune difficoltà del calciatore, data la sua esile struttura fisica, nel giocare spalle alla porta.

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In base a queste considerazioni, Walter Sabatini decideva di investire una somma elevatissima per regalare all’allenatore Manuel Iturbe (la bontà della operazione è poi storia nota).
Il 25 novembre 2014 la vita calcistica di Florenzi cambia nuovamente. Nel match di Champions contro il CSKA Mosca, mister Rudi Garcia, trovatosi a far fronte ad uno stato di emergenza in difesa, per la contemporanea defezione di Maicon e Torosidis, lo reinventava come terzino destro.  Il giocatore rispondeva in modo positivo sfoderando una prestazione da 7 in pagella. Da quella partita,  il tecnico francese garantiva al giocatore la titolarità nella difesa della Roma. Giocando qualche metro più indietro, Florenzi, tralasciando alcune defezioni difensive, mostrava di sentirsi a suo agio nel partire da più lontano, con più campo davanti per prendere velocità. Non sono casuali, infatti, i bellissimi goal messi a segno in trasferta con il Sassuolo e in casa contro il Genova (dopo, appunto, notevoli progressioni).

Le prestazioni di Florenzi come terzino destro nel tempo sono costantemente migliorate. In particolare, insieme a  Mohamed Salah, acquistato dalla Roma per avere un attaccante esterno da goal, ha formato una catena di destra decisamente temibile per le squadre avversarie.
La consacrazione del giocatore nel “suo” nuovo ruolo è arrivata nella partita di Champions contro il Barcellona, match in cui lo stesso siglava uno storico goal da centrocampo.  Al termine di quella partita, Daniele De Rossi, intervistato da Mediaset Premium, si sbilanciava dicendo “questo è un ragazzo che se è aiutato in questo ruolo diventerà il più forte in circolazione”.  Per raggiungere tale obiettivo, però, il giocatore mostrava di avere margini di miglioramento non in fase offensiva, dove si dispiegava alla perfezione, bensì in quella difensiva.

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Luciano Spalletti: “Florenzi è un tre e mezzo”

Con l’esonero di mister Garcia ed il ritorno in panchina di Luciano Spalletti l’enigma sul ruolo di Florenzi si ripresentava nuovamente. Il mister nella sua prima conferenza stampa, alla domanda se il giocatore fosse più un numero 2 o un numero 7, rispondeva “per me è un tre e mezzo. Ha fatto tanti ruoli e giocato sempre bene”.  Nonostante la solita risposta ad effetto (priva di contenuti) del mister, i fatti diranno che con Luciano Spalletti in panchina Florenzi verrà impiegato quasi esclusivamente da terzino concludendo la stagione 2015/2016 con il suo record di marcature in campionato (7 goal). Anche nella stagione 2016/2017, che per via delle due operazioni al ginocchio sarà per il giocatore assai breve, lo stesso veniva impiegato da mister Spalletti quasi esclusivamente come terzino destro.

Di Francesco: “Florenzi è un piccolo Callejon”

L’addio di Spalletti , l’arrivo di Eusebio Di Francesco e (soprattutto) la cessione di Salah  hanno riproposto il problema.  Il mister nel mercato estivo ha chiesto, con insistenza, un terzino destro. Il d.s. Monchi l’ha accontentato  con l’acquisto di Ricky  Kasdrop. Tuttavia, l’infortunio di quest’ultimo , accompagnato dalle deludenti prestazioni di Bruno Peres, hanno costretto l’allenatore giallorosso a schierare Florenzi quasi esclusivamente come terzino. Le uniche due partite in cui è stato impiegato come esterno destro offensivo, ruolo in cui nella Roma non c’è pace, sono quella di San Siro contro il Milan e quella in casa contro il Napoli.
Dopo il match di San Siro, in cui Florenzi ha ritrovato la via del goal,  Eusebio Di Francesco, nella conferenza stampa post partita , ha sostenuto che:” lui mi dice che è un terzino fortissimo, ma secondo me così si limita  perché da esterno è fortissimo, un piccolo Callejon”.
Ciò nonostante, nella successiva partita con il Napoli la prestazione di Florenzi da esterno alto di attacco non è stata all’altezza tanto che  è stato sostituito a 20 minuti dalla fine.  In quell’occasione, con Florenzi alto, la Roma si presentava all’appuntamento con un attacco troppo leggero. In conseguenza di ciò, nelle partite successive Eusebio Di Francesco è tornato a schierare il giocatore come terzino.A pochi giorni dalla delicata partita con l’Inter ci si interroga ancora sul ruolo in cui Florenzi incide di più.L’impressione è che una scelta definitiva prima o poi andrà presa in modo da permettere al giocatore di lavorare sulle sue lacune e divenire ancora più forte.
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