Tanti auguri Fabio Quagliarella, bomber di razza

Pubblicato il autore: Diletta Barilla Segui

Seconda giovinezza, almeno calcistica, per Fabio Qualgiarella, bomber della Sampdoria. Per lui una carriera da girovago del gol

20-08-17 SAMPDORIA-BENEVENTO CAMPIONATO SERIE A TIM 17-18 FABIO QUAGLIARELLA GOAL 1-1

Spegne oggi 35 candeline il bomber della Sampdoria, Fabio Quagliarella. La storia calcistica del giocatore in maglia 27 – numero inusuale per chi di mestiere passeggia nelle aree di rigore avversarie – dedicato all’amico Niccolò Galli scomparso prematuramente in un tragico incidente è fatta di molte tappe e tante casacche.

Cresciuto calcisticamente  nel Torino, la società granata lo ha mandato a farsi le ossa in in quella che all’epoca era la serie C2 dove ha indossato le maglie di Florenzia Viola e Chieti prima di fare ritorno alla casa madre.

La gioia della prima rete in Serie A arriva invece con la maglia dell’Ascoli nel campionato 2005/06, squadra con la quale si era accordato dopo il fallimento del Torino. L’anno dopo arriva il prestito alla Sampdoria dove scatta subito il feeling con l’ambiente e con i tifosi. Il suo cartellino però è di proprietà dell’Udinese e a fine anno le società non riescono a trovare un accordo sul futuro del bomber in comproprietà: si arriva alle buste e la spunta l’Udinese per circa 600 mila euro.

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Ma per Quagliarella, nato a Castellammare di Stabia, il sogno si chiama Napoli. E la chiamata arriva al termine della stagione vissuta in Friuli. Ma il desiderio realizzato presto si trasforma in un incubo: vittima di stalking – per più di 5 anni – da parte di un ex agente di polizia postale condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione.

Un incubo vissuto lontano dai riflettori, senza poterne parlare con nessuno, e rivelato solo dopo la sua conclusione. Una storia che lo ha fatto soffrire – e tanto – che lo ha costretto a lasciare la sua terra. Un addio all’inizio non compreso ma che adesso è valso a Fabio gli applausi della sua gente ad ogni ritorno al San Paolo.

Dopo la parentesi sotto il Vesuvio sceglie di tornare in un’altra città che sente comunque casa sua: Torino. Questa volta sponda bianconera. C’è aria di ritorni nella sua carriera e, dopo aver vestito la casacca della Juventus, passa ai “cugini” granata. Ma il feeling con i tifosi si incrina dopo una mancata esultanza per una rete segnata al Napoli.

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Non una cosa che dovrebbe sorprendere perché lui, per rispetto, ha sempre scelto di non esultare per i gol inflitti alle sue ex squadre. Non si dimenticano le gioie vissute insieme e quindi preferisce non “infierire”. Un gentiluomo d’altri tempi in un calcio spesso irriconoscente.

E allora è tempo di fare nuovamente le valige, direzione Genova. C’è ancora la Sampdoria ad aspettarlo a braccia aperte. Il feeling con i tifosi scatta subito – anzi non si era mai interrotto – e con i colori blucerchiati addosso raggiunge un altro traguardo importante: le 100 reti in Serie A.

La Sampdoria vola in classifica e lui macina chilometri in campo come fosse un ventenne. Non sente il peso dell’età anzi sembra quasi essere ringiovanito, la cura Giampaolo – qualora ce ne sia mai stata bisogno –  sembra funzionare alla perfezione.

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Il tecnico non rinuncia mai al suo bomber, capace di gestirsi ed essere d’esempio ai più giovani. 21 presenze su 22 partite di campionato totali arricchite da 16 gol e 5 assist e dalla fascia di capitano della compagine blucerchiata sono un ottimo modo di festeggiare il compleanno e la stagione.Va di corsa Fabio, così come la sua Sampdoria, trascinata a suon di gol.

Tanti auguri bomber!

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