Milano, la Scala del Calcio: dal teatro di notti europee al saliscendi di emozioni degli ultimi anni

Pubblicato il autore: Diletta Barilla Segui

La città di Milano, da sempre considerata come la capitale del calcio italiano, non sta più vivendo le notte magiche a cui i tifosi di Milan e Inter si erano abituati


La Milano del calcio negli ultimi anni non sta più vivendo – e regalando ai tifosi – sensazioni e brividi a cui un po’ tutti si erano abituati: supporter di Milan e Inter in primis.

E, a segnare il decadimento della “Scala del calcio” sono stati i risultati non esaltanti portati a casa da rossoneri e nerazzurri nelle ultime stagioni. A non rendere più facili le cose i cambi di proprietà.

Prima l’Inter con il doppio passaggio dal tycoon indonesiano Erick Thoir ai cinesi del gruppo Suning, poi il Milan ceduto ad un altro imprenditore del Sol Levante, Yonghong Li. Il passaggio dalle due famiglie, Moratti e Berlusconi, ha destabilizzato i due ambienti. Entrambi gli – ormai – ex patron delle squadre milanesi hanno scelto di non tornare sui proprio passi, nonostante l’affetto verso i colori sia rimasto invariato.

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Per l’Inter, la rivoluzione estiva apportata da Walter Sabatini, diventato coordinatore dell’area tecnica di tutte le squadre di Suning, sembrava aver portato i frutti sperati. Luciano Spalletti alla guida tecnica, un Mauro Icardi sempre più leader e un gruppo di giocatori ritrovati e super motivati sembravano essere gli ingredienti perfetti per una ricetta di successo.

E così è stato, almeno nella prima parte di campionato. Dopo la sessione invernale, chiusa senza grandi acuti, qualche malumore di troppo ha condizionato l’andamento dei nerazzurri che hanno perso brillantezza e, adesso, sono scivolati fuori anche dal quarto posto – l’ultimo piazzamento valido per l’accesso alla prossima Champions League.

Al contrario dei cugini, non è stato un inizio di campionato da ricordare per i rossoneri nonostante la faraonica campagna acquisti condotta dal duo Mirabelli-Fassone. La squadra faticava a trovare una sua identità e gli scarsi risultati – dopo i proclami e le ambizioni dichiarate al via della stagione – non aiutavano a rasserenare il clima intorno alla squadra.

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Con il morale a livelli decisamente bassi, e con le tante ombre che si addensavano sulla nuova proprietà – con particolare riferimento alle disponibilità finanziare del presidente Yonghong Li – non è facile lavorare e, a farne le spese è stato il tecnico Vincenzo Montella sostituito sulla panchina da Gennaro Gattuso, uno che sa bene cosa vuol dire vestire la maglia del Milan e quanto sia importante e fondamentale il senso di appartenenza ai colori rossoneri.

La scelta di quello che inizialmente doveva essere un semplice traghettatore fino giugno si è invece rivelata essere la mossa vincente con la squadra che ha ritrovato morale e continuità di risultati fino alla conquista del sesto posto in classifica – l’ultimo valido per un posto per l’Europa, degli ottavi di finale di Europa League dove affronterà l’Arsenal e con la possibilità di approdare anche in finale di Coppa Italia con la semifinale di ritorno ancora da giocare contro la Lazio.

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In questo scenario, con Milano che ormai ha quasi dimenticato quali siano le note dell’inno della Champions, e con un turno di campionato alle porte da affrontare, la prossima settimana ci sarà la sfida più importante di tutte: la stracittadina. Il 4 marzo, per il capoluogo lombardo non sarà solo l’election day ma sarà anche – e soprattutto – il derby day. 

Milan e Inter si affronteranno in quello che sarà il derby della Madonnina numero 221 – tra Serie A, Coppa Italia e Champions League – pronte a darsi battaglia affinché San Siro torni presto ad ospitare serate europee. Quelle notti magiche e quelle emozioni che solo le partite dell’Europa dei grandi sono in grado di trasmettere.

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