La carriera di Davide Astori: Milan, Cagliari, Roma e Fiorentina con il sogno di tornare in Nazionale

Pubblicato il autore: Stefano Salamida Segui

FLORENCE, ITALY - JANUARY 05: Davide Astori of ACF Fiorentina in action during the serie A match between ACF Fiorentina and FC Internazionale at Stadio Artemio Franchi on January 5, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Non ci sono parole per descrivere l’immane tragedia che in queste ora ha colpito il capitano della Fiorentina, Davide Astori, morto nella notte per un malore, all’età di 31 anni. Un giocatore esemplare, che si è sempre contraddistinto per la sua sportività, umiltà ed eleganza. Una carriera breve ma intensa, terminata solamente nel bel mezzo della sua maturità. Davide Astori nasce il 7 gennaio del 1987, a San Giovanni Bianco in provincia di Bergamo. Ha iniziato a giocare con il Ponte San Pietro, squadra satellite del Milan, ed è proprio la squadra rossonera che si accorge delle qualità del difensore, decidendo di integrarlo nella primavera fino alla stagione 2005/2006. Nel 2006 viene ceduto in prestito al Pizzighettone, in Serie C, collezionando 27 presenze e la prima rete segnata tra i professionisti. Nel 2007 torna al Milan, ma solo di passaggio, perché la squadra rossonera decide di cederlo nuovamente in prestito, sempre in Serie C, ma questa volta alla Cremonese.

LA SERIE A: L’ESORDIO CON IL CAGLIARI – Nell’estate del 2008, viene acquistato in comproprietà dal Cagliari. Davide Astori esordisce in Serie A all’età di 21 anni, il 14 settembre 2008 in occasione della partita Siena-Cagliari, terminata 2 a 0 per i toscani. Il 30 novembre, causa la squalifica del difensore Agostini, arriva il suo esordio da titolare contro la Sampdoria. Nell’estate del 2009, il Milan e il Cagliari decidono di rinnovare la comproprietà, diventando il difensore centrale titolare della squadra sarda, posto lasciato libero da Diego Lopez che decise di lasciare il calcio giocato e intraprendere la carriera da allenatore. Colleziona 34 presenze in campionato, mettendo a segno la sua prima rete nella massima serie nella partita contro la Fiorentina, che, ironia della sorte sarà la sua futura squadra diventandone il capitano. Nel 2011 il Cagliari acquista l’altra metà del cartellino, diventandone proprietario. Gli ultimi anni della sua avventura sarda procedono tra alti e bassi, complice anche la frattura al perone, in uno scontro di gioco con l’argentino Lavezzi, in un Cagliari-Napoli, che lo terrà fuori dal terreno di gioco per tre mesi.

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DAL CAGLIARI ALLA ROMA, FINO ALLA FIORENTINA – Nell’estate del 2014, Davide Astori viene ceduto in prestito alla Roma di Rudi Garcia. Esordisce in maglia giallorossa il 30 agosto, nella vittoria per 2-0 contro la Fiorentina, e debutta in Champions League con il CSKA Mosca, match vinto dalla squadra di Garcia per 5-1. In maglia giallorossa colleziona ben 29 presenze, segnando una rete decisiva, quella che portò i tre punti nella trasferta di Udine, per 0-1. A fine stagione, non viene riscattato dai giallorossi, e torna in sardegna per poi firmare il contratto che lo legherà alla Fiorentina. Esordisce in maglia viola subentrando al posto di Facundo Roncaglia nel match contro il Milan, vinto dai toscani 2-0. Nel 2016 arriva la gioia personale del suo primo gol con la maglia della Fiorentina nel match contro il Crotone, segnando la rete del pareggio. Astori, diventerà presto il punto fermo della difesa viola, tanto che, nel 2017, eredita la fascia da capitano in seguito all’addio dell’argentino Gonzalo Rodriguez.

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LA NAZIONALE – Il 6 agosto del 2010 viene convocato da Cesare Prandelli per l’amichevole contro la Costa D’Avorio, sedendo per tutta la partita in panchina. Viene convocato per le successive amichevoli con la Germania, la Romania e la Slovenia, ma anche in queste partite non è mai sceso in campo. L’esordio in maglia azzurra avviene a 24 anni, il 29 marzo del 2011 nell’amichevole contro l’Ucraina. Un esordio non proprio positivo. Il difensore, infatti, subentrando al posto di Giorgio Chiellini, verrà espulso nel secondo tempo per somma di ammonizioni. Nel 2013 fa parte dell’elenco dei 23 convocati da Prandelli per la FIFA Confederations Cup 2013 in Brasile, segnando il suo primo gol in nazionale in occasione della finale per il terzo posto giocata contro l’Uruguay. Una rete importante quanto storica, infatti, si trattava di un gol realizzato da un giocatore del Cagliari in nazionale dopo quarant’anni; l’ultimo fu il grande Gigi Riva nel 1973 in occasione di Italia – Svizzera, 2-0.

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