Gianluca Lapadula e quel “no” al Perù: storia di scelte e rimpianti

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
VALENCIA, SPAIN - FEBRUARY 08: Official ball of the 2018 FIFA World Cup prior to the Copa de Rey semi-final second leg match between Valencia and Barcelona on February 8, 2018 in Valencia, Spain. (Photo by Manuel Queimadelos Alonso/Getty Images)

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

La vita è spesso caratterizzata da sliding doors, da porte che se si fossero aperte o chiuse nel momento giusto, chissà poi cosa sarebbe accaduto. Sintetizzando è quanto successo a Gianluca Lapadula, attaccante in forza al Genoa, nato a Torino da papà pugliese e mamma peruviana. “Lapagol” così come viene affettuosamente definito dai suoi tifosi, affinché potesse emergere nel  grande e prestigioso palcoscenico della serie A, fece tanta gavetta, girovagando tra serie D ed un’esperienza all’estero con la maglia del Gorica, in Slovenia.

Nel 2014 tornò in Italia e si mise in mostra in Abruzzo, realizzando 21 gol tra le fila del Teramo in Lega Pro per poi esplodere definitivamente con addosso la casacca del Pescara, nella stagione 2015/2016, siglando complessivamente 30 centri, rendendosi protagonista indiscusso della promozione in massima serie del Delfino. La storia recente, invece, narra dell’avventura, durata solo un anno, con il Milan, in cui non andò oltre le otto reti in campionato, proseguendo nella maledizione del numero 9 dopo che l’abbia indossata Pippo Inzaghi, mentre questa stagione, la prima tra le fila del Genoa, si è reso autore di sei reti su ventisei presenze in campionato. Lapadula, quindi, dopo tanti sacrifici ed aver calcato campi di provincia, si sta ritagliando un meritato spazio in una piazza importante, come quella rossoblù.

Leggi anche:  Bologna, Mihajlovic: "Non cambierò modulo"

Ma lo sliding doors della sua vita riguarda la Nazionale o meglio, quale maglia indossare, se quella italiana oppure peruviana. Lapadula non ebbe mai dubbi e nonostante il c.t. del Perù fosse giunto in Italia per parlarci ed osservalo da vicino ai tempi del Pescara, l’attuale attaccante del Genoa ha sempre espresso il desiderio di entrare nel giro della Nazionale azzurra. Il momento cruciale, in tal senso, avvenne nel novembre del 2016 quando rispose alla convocazione dell’allora commissario tecnico Giampiero Ventura. Gianluca disse “presente” e si aggregò al resto della comitiva impegnata contro il Liechtenstein per le qualificazioni al Mondiale in Russia e a seguire con la Germania in amichevole.  In entrambe le circostanze, Lapadula non giocò neanche un minuto ma iniziò a sentirsi parte integrante del progetto Ventura. A questo punto parlare di Perù non aveva più senso.

Leggi anche:  Perugia Calcio, si consolida il binomio tra l'Associazione "Avanti Tutta Onlus"

Nell’inverno del 2017, l’attaccante allora in forza al Milan, partecipò ai vari stages organizzati dal c.t., per poi fare il suo debutto con la maglia dell’Italia nel maggio dello stesso anno, in un test amichevole contro San Marino, realizzando addirittura una tripletta. Tutto sembrava scorrere liscio in merito alla decisione assunta da “Lapagol”, non vi erano tracce di dubbi e perplessità, optare per l’Italia è apparso alquanto comprensibile. Fino a quando nel novembre scorso avvenne l’irreparabile, con la nostra Nazionale eliminata dalla Svezia nello spareggio playoff per volare in Russia. Dal Sudamerica, invece, giunsero notizie di ben altro tenore: il Perù, guidato dal c.t. Ricardo Gareca, accede alla manifestazione iridata, dopo aver chiuso al quinto posto la fase di qualificazione nel girone sudamericano ed aver sconfitto la Nuova Zelanda nel doppio confronto, a margine dello spareggio contro la vincente dell’area oceanica.

Leggi anche:  10 Giornata, Dove vedere Juventus - Torino diretta tv e streaming

Per la rappresentativa Blanquirroja si tratterà della quinta partecipazione assoluta in un Mondiale, dopo l’ultimo disputato nel 1982 in Spagna ed aver raccolto il miglior piazzamento nel 1970, in Messico, giungendo ai quarti di finale. Lapadula avrebbe potuto far parte della spedizione peruviana, anche perché sarà assente Pablo Guerrero, squalificato dal TAS per essere risultato positivo alla cocaina. Indietro, però, non si può tornare e il treno che conduce al Mondiale in Russia, Lapadula lo vedrà solo sfrecciare, immaginando come sarebbe stato bello ed entusiasmante se avesse accettato la proposta del c.t. Gareca. Questa è indubbiamente una storia fatta di rimpianti, una storia da slinding doors.

  •   
  •  
  •  
  •