Grazie Roma, adesso sei davvero grande. Un’eliminazione che non sminuisce un percorso magico

Pubblicato il autore: Federico Roberti Segui

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

“Grazie Roma”.
Finisce così l’avventura in Champions League della Roma, sulle note del maestro Venditti quasi del tutto coperte dagli applausi, i cori e i battiti di migliaia di cuori che cantavano all’unisono per un sogno comune.
Sì, la Roma ha vinto ma no, la Roma non è passata.
Vi state chiedendo come sia possibile celebrare una squadra che non ha passato il turno?
Spiegarlo è difficile, certe emozioni per essere decifrate andrebbero vissute per poi essere chiuse in uno scrigno d’amore e orgoglio.
Perché la Roma in Champions League quest’anno è stato tutta amore e orgoglio.
L’amore per se stessa che non si vedeva da generazioni. Un concetto all’apparenza semplice e quasi scontato eppure quasi mai compreso veramente.
Una Roma così romanista non si vedeva da tempi immemori.
E poi quell’infinito orgoglio di portare sulle spalle i colori giallo e rosso che è stato in grado di far passare in secondo piano tutte le defezioni tecniche possibili.
Una squadra capace di sovvertire continuamente il possibile con l’impossibile, il sogno con la realtà.
La realtà, stavolta, ha abbondantemente superato il sogno di “non prendere imbarcate”o “salvare la faccia”.

L’utopia di coronare un percorso straordinario con una finale si è fermata lì, tra un fuorigioco inventato, un rigore negato e un abbraccio infinito con la propria gente.
Ma chi tifa Roma ieri sera non ha mai smesso di crederci, non si è mai stancato di esortare i “suoi” ragazzi di riprendere il pallone a 5 minuti dalla fine perché tanto “2 gol si possono ancora fare”.
Non ha smesso di sognare neanche quando Nainggolan ha fatto il gol del 4-2 scaricando tutta la rabbia per il fatale errore precedente a poco più di 30 secondi dalla fine.
E, a dirla tutta, ha continuato a sognare anche dopo il triplice fischio.
Anche quando il Liverpool esultava in campo e la speranza si trasformava in rassegnazione.
Sapete perché?
Perché una Roma così non si era vista mai.
Una Roma che arrivava tra le prime 4 squadre d’Europa con la consapevolezza di potersela giocare con tutte non accadeva da 34 anni.
Una Roma che nonostante i 4 gol da recuperare in un tempo e  i 2 rigori sacrosanti negati continuava ad eseguire alla perfezione le indicazioni di un mister conscio che la storia si poteva riscrivere.
Una Roma che non ha mai abbassato la testa davanti a nessuno, nemmeno davanti ad Hazard, Messi, o Salah, e anzi, ha costretto loro a dovere chinare il capo e raccogliere il pallone dalla propria porta chissà quante volte.
Insomma, una Roma grandissima.
Talmente grande da avere un mister che invece di piangere legittimamente davanti alle telecamere per le ingiustizie arbitrali e descrivere gli arbitri come oggetti privi di vita, ha parlato subito di vincere contro il Cagliari, perché emozioni così preziose passano da partite all’apparenza facili.
Ed è per questo che ieri sera il tifoso della Roma nonostante tutto era orgoglioso, fiero e fiducioso.
E’ proprio per questo che ieri il tifoso della Roma ha chiuso gli occhi ripensando ai gol di Dzeko, alla vena di De Rossi, alle mani sicure di Alisson, alle parole sagge di Di Francesco e poi ha sorriso.
Ha sorriso perché la Roma adesso è grande.
Perché è finita la Champions ma è iniziato il futuro.
La sera del 2 maggio è iniziato un nuovo capitolo di storia giallorosso.
Se gli scrittori saranno gli stessi, il best seller è assicurato.
“Grazie Roma”

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