Nazionale, tra presente e futuro: i primi convocati del C.T. Mancini

Pubblicato il autore: TommasoMastroleo Segui
FLORENCE, ITALY - MAY 15: Head coach Italy Roberto Mancini poses for a photo after the press conference at Centro Tecnico Federale di Coverciano on May 15, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Roberto Mancini – Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Sono 30 i convocati scelti dal neo C.T. dell’Italia Roberto Mancini, in occasione delle tre amichevoli contro Arabia Saudita, Francia e Olanda che si terranno rispettivamente il 28 maggio a San Gallo, il 1 giugno a Nizza e il 4 giugno a Torino.

A destare curiosità, dal momento in cui la lista è stata resa nota il 19 maggio, è stata senza dubbio la convocazione di Mario Balotelli: assente dai campi d’allenamento di Coverciano dal 2012, l’anno del celebre Europeo in cui Supermario fu assoluto protagonista, trascinando l’Italia alla finalissima poi persa contro la Spagna, l’attaccante italiano gode della fiducia di Mancini, che lo conosce bene dopo averlo allenato dal 2010 al 2013 alla guida del Manchester City.Il rapporto tra i due non è sempre stato dei migliori, ma sicuramente il nuovo C.T. ha ben in mente il talento del giocatore che, se espresso, può regalare numerose gioie per il futuro della Nazionale.

Non solo Balotelli, però, tra le tante novità presenti nella lista convocati di Mancini; sono infatti 5 i giocatori chiamati per la prima volta in Azzurro: Emerson Palmieri, terzino ex Roma oggi in forza al Chelsea, passato alla corte dell’ex C.T. Antonio Conte durante la sessione di mercato invernale, il centrocampista granata Daniele Baselli, l’attaccante del Sassuolo Domenico Berardi e i giovanissimi Rolando Mandragora, centrocampista del Crotone, e Mattia Caldara, difensore atalantino, entrambi di proprietà della Juventus.

Non mancano dunque le sorprese: tra i convocati non troviamo il nome di Daniele De Rossi, colonna portante della Nazionale degli ultimi anni, escluso – con ogni probabilità – per scelta tecnica, quello di Stephan El Shaarawy, reduce da un’ottima stagione alla Roma, e quello di Candreva, giocatore sul quale l’ex C.T. Ventura puntava moltissimo.Sicuramente qualcosa per il futuro della Nazionale deve cambiare e di questo Mancini ne è pienamente consapevole: “Non sono un mago, non lo è nessun allenatore. Ci vuole tempo, non basteranno una, due, cinque partite”, ha dichiarato il C.T. durante la conferenza stampa del 24 maggio. Parole significative, che lasciano intendere quanto arduo sia il compito dell’ex allenatore di Inter e Zenit: occorre ripartire da zero, dopo la clamorosa debacle che ha prematuramente estromesso gli Azzurri dal Mondiale di Russia. E per farlo, non bastano solo tre amichevoli.

Il C.T. ha espresso l’intenzione di affidarsi a gente di esperienza come Chiellini e Bonucci, facendo affidamento su giocatori dal talento indiscusso come Lorenzo Insigne e affiancando loro giovani che possano crescere nell’ambiente di Coverciano, come nel caso di Mandragora e Caldara.
Obiettivo di un motivatissimo Mancini è quello di creare un’identità di squadra che è mancata alla Nazionale di Ventura; in tal senso – ha ribadito il C.T. in conferenza stampa – non verranno chiuse definitivamente le porte a giocatori che hanno fatto la storia della Nazionale, come Buffon e De Rossi: “Tutti quelli che potranno dare un mano alla Nazionale saranno convocabili, la porta non è chiusa per nessuno. Magari fra otto mesi ci sarà una partita importante, perché non dovrei chiamare chi starà bene?” ha ribadito Mancini.
Di sicuro il contributo sia in campo che all’interno dello spogliatoio di due ex campioni del mondo può tornare utile – almeno nel breve termine – a una squadra che oggi più che mai appare un cantiere aperto.

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